Milano, 16 giu. (askanews) – Niente riunione del Consiglio Federale della Lega, domani. E ancora nessuna data alternativa per la prossima settimana. Matteo Salvini ancora non ha trovato la quadra con l’ala nordista del partito, e allora tutto è rinviato. Anche se la motivazione ufficiale è l’impossibilità di incastrare le agende dei vari governatori e ministri leghisti. L’idea, spiegano dallo staff del segretario, è quella di vedersi la prossima settimana, “se tutti sono disponibili”. Ma da parte di Salvini ancora non è stata avanzata una nuova data per cercare di allineare gli impegni.
Il segretario resta contrario all’ipotesi ‘bavarese’ avanzata da Luca Zaia, neanche la mediazione tentata da Roberto Calderoli con una proposta di modifica statutaria lo ha convinto: troppo alto il rischio di perdere completamente la ‘presa’ sui territori storici del Carroccio, con tutto quel che ne consegue in termini di potere ed equilibri interni. Al contrario, una soluzione più ‘soft’ non soddisfa nè Zaia nè Fedriga, che nel caso non sarebbero disponibili ad assumersi l’onore e soprattutto gli oneri della carica di vice segretario, nella convinzione che il rilancio – senza una svolta decisa – non sia possibile: “Non cerchiamo poltrone, ma la possibilità di incidere e risollevare i consensi”, ripetono dalle parti di Zaia.
Ma nell’impasse leghista, avanza il generale Vannacci. Il sondaggio pubblicato ieri da La7, che segna l’aggancio di Futuro Nazionale alla Lega, segna il fallimento della strategia fin qui adottata per arginare l’eurodeputato. Nei mesi scorsi, i salviniani erano convinti che il generale si sarebbe ‘sgonfiato’ col passare del tempo, finita l’eco mediatica dello strappo dal Carroccio. E invece Vannacci sta dimostrando di saper restare sulle prime pagine dei giornali, alimentando scontri e polemiche (l’ultima sul femminicidio) che sembrano avere l’effetto di accrescere i suoi consensi.
Ma la convinzione di chi cerca una svolta nella Lega è che non si debba fare “per” Vannacci: “Ora ha gli astri allineati a suo favore, qualunque cosa dica o faccia gli porta consenso. Noi invece – dice uno dei ‘nordisti’ – dobbiamo ritrovare la nostra identità. E per riuscirci non c’è altra strada che un confronto vero, che porti a un congresso prima delle Politiche”. Del resto, “un congresso è anche un momento per ritrovare centralità nel dibattito. Basta guardare proprio all’effetto volano che l’assemblea di Futuro Nazionale ha avuto sui sondaggi”.
Ecco allora il bivio davanti al quale Salvini potrebbe trovarsi al raduno di Treviso, sempre in calendario per il 4 e 5 luglio: la richiesta formale di un congresso vero e proprio. Salvini non avrebbe ancora deciso come provare a disinnescare la ‘bomba’, e non si esclude un nuovo incontro con Zaia per trovare una soluzione. Ma tra i suoi c’è chi spinge per la linea dura: “Dovrebbe presentarsi al Federale nominando Zaia vice segretario. E se non accetterà, dovrà essere lui a spiegare perchè non vuole aiutare la Lega…”.
Del resto il clima si va surriscaldando, anche nelle articolazioni locali: ieri sera, al Consiglio regionale della Lombardia si è discusso parecchio, con i salviniani che hanno chiesto conto al segretario Romeo della posizione, molto dura nei confronti di Salvini, portata all’ultimo Federale. Anche al governatore Fontana, raccontano gli uomini vicini al segretario nazionale, è stato chiesto conto della critica al governo di non dare sufficienti risorse alla Lombardia: “Ce l’hai con Giorgetti?”. E poi il commissariamento di Pavia, dopo il caso Vigevano, con il salviniano Vignati ora sostituito dal commissario Centinaio: “Romeo ha dato la colpa al territorio ma abbiamo fatto presente che responsabilità le ha anche lui”. Alla fine il commissariamento è stato ratificato, con l’esito che ha confermato la maggioranza favorevole a Romeo: “Ma in 11 su una trentina di presenti si sono astenuti, a dimostrazione che non è vero che la Lombardia è tutta con Romeo e Fontana”.
