HomeAskanewsIn Francia il virus Shamonda provoca la morte di un paziente

In Francia il virus Shamonda provoca la morte di un paziente

Roma, 22 ott. (askanews) – Un virus della famiglia degli orthobunyavirus, del tipo Shamonda – trasmesso da piccoli insetti pungitori e finora riscontrato solo in animali da allevamento – è stato rilevato per la prima volta in un essere umano: un paziente gravemente immunodepresso, deceduto all’inizio di ottobre. Lo hanno reso noto le autorità francesi, secondo quanto riporta Le Figaro. “Il Ministero della Salute già il 17 settembre scorso aveva richiamato l’attenzione sulla circolazione del virus in Europa ed in alcuni allevamenti italiani, sottolineando la necessità di un’attenta sorveglianza veterinaria. In attesa di ulteriori approfondimenti epidemiologici e scientifici, questo caso rappresenta un ulteriore richiamo all’importanza di non abbassare la guardia nei confronti delle malattie infettive emergenti e dei rischi che possono rappresentare per la salute pubblica”. Così il presidente SItI (Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica) Enrico Di Rosa, commenta la notizia del primo caso umano di infezione da virus Shamonda segnalato in Francia.

“E’ fondamentale – sottolinea – rafforzare i sistemi di sorveglianza epidemiologica, virologica ed entomologica, promuovendo una collaborazione sempre più stretta tra sanità pubblica, medicina veterinaria e tutela dell’ambiente, secondo il modello One Health che riconosce il legame indissolubile tra salute umana, animale e ambientare. I cambiamenti climatici, d’altronde, modificano la distribuzione geografica e la stagionalità degli insetti vettori creando condizioni favorevoli alla diffusione di agenti patogeni anche in territori precedentemente meno esposti, esponendo anche il nostro Paese a rischi infettivi nuovi o finora poco conosciuti”.

“Riteniamo pertanto prioritario investire nel potenziamento dei Dipartimenti di Prevenzione per intercettare precocemente questi fenomeni, rafforzare le risorse, le competenze professionali e le reti di collaborazione tra istituzioni e servizi sanitari. La prevenzione deve essere in grado di anticipare i rischi, non limitarsi a gestire le emergenze. E’ questa la direzione da seguire per tutelare la salute dei cittadini, garantire una risposta efficace alle nuove minacce infettive e costruire un sistema sanitario più preparato”, conclude Di Rosa.

Intanto, dal 59° Congresso nazionale SItI si ribadisce che “i vaccini sono ritenuti uno degli strumenti più solidi e sostenibili per la tutela della salute collettiva” e si pone l’accento “anche sull’innovazione a salvaguardia della prevenzione”.