Roma, 1 apr. (askanews) – Per le imprese del manifatturiero italiane a marzo il contraccolpo della guerra in Iran si è tradotto in un balzo delle pressioni sui costi ai massimi i tre anni e mezzo, un rallentamento di produzione e nuovi ordini e in difficoltà nella catena delle forniture. Tuttavia, l’indice Pmi sul comparto elaborato da Standard & Poor’s global ha registrato un rafforzamento a rimasti comunque inn territorio espansivo con 51,3 punti, dai 50,6 di febbraio, tenuto conti che in queste indagini i 50 punti sono la soglia di neutralità.
Secondo Eleanor Dennison, economista di S&P Global Market Intelligence “in vista di ulteriori interruzioni nella catena di fornitura e aumenti dei prezzi, per la prima volta in ben oltre tre anni, le aziende manifatturiere hanno acquistato beni supplementari, segnalando quindi il primo aumento delle scorte in otto mesi. Sebbene una maggiore incertezza sia stata segnalata da un rapido calo dei livelli di fiducia, i volumi di produzione e gli ordini ricevuti sono aumentati per il secondo mese consecutivo – osserva – seppur a tassi più lievi e solo marginali. Un fattore positivo arriva dalla maggiore assunzione del personale da parte delle aziende”. (fonte immagine: S&P Global)
