Roma, 4 feb. (askanews) – Divise scolastiche e grembiuli per bambini, kit di videosorveglianza, carbonella per barbecue, tappetini per il bagno e articoli per campeggio. Sono questi alcuni dei nuovi prodotti che fanno il loro ingresso nel paniere Istat 2026 per il calcolo dell’inflazione. Non vi sono, invece, prodotti in uscita dal paniere.
I principali elementi di novità che accrescono la copertura delle spese per consumi delle famiglie – ha spiegato l’Istat – riguardano diversi aggregati di prodotto a rilevazione territoriale: uniformi scolastiche, al cui interno vengono rilevati i grembiuli scolastici per bambini e le uniformi scolastiche per ragazzi; che confluiscono nella classe Indumenti; filati per maglia e uncinetto, che confluiscono nella classe Altri articoli di abbigliamento e accessori per l’abbigliamento; apparecchiature di sicurezza, al cui interno vengono rilevati i kit di videosorveglianza per segnalare i tentativi di furto. E ancora: carbone di legna, al cui interno vengono rilevate carbonella o bricche di carbone per barbecue; altri tessili per la casa, al cui interno vengono rilevati i tappetini per il bagno, che confluiscono nella classe Tessili per la casa; servizi di trasporto di emergenza di pazienti e soccorso di emergenza, al cui interno si rileva il trasporto con ambulanza privata; articoli per campeggio e per attività ricreative all’aperto, al cui interno vengono rilevati tende e zaini da campeggio. A questi si aggiunge il nuovo aggregato a rilevazione centralizzata: Software, esclusi i giochi, al cui interno vengono rilevati software e antivirus, che confluiscono nella omonima classe.
Nel 2026, la principale novità che interessa l’indagine sui prezzi al consumo riguarda l’adozione della nuova classificazione Ecoicop (European Classification of Individual Consumption by Purpose, versione 2) che recepisce i cambiamenti introdotti dalla Coicop 2018. La Ecoicop v2 è articolata su quattro livelli classificatori gerarchicamente ordinati: 13 Divisioni di spesa (erano dodici nella precedente versione della classificazione), 47 Gruppi, 122 Classi e 234 Sottoclassi.
Nel 2026, sono 80 i comuni (in cui risiede l’84% della popolazione residente in Italia) che contribuiscono al calcolo degli indici dei prezzi al consumo (come nel 2025); altri 10 comuni (in cui risiede un ulteriore 5,1% della popolazione) effettuano la rilevazione limitatamente alle tariffe comunali e ad alcuni servizi locali.
