HomeAskanewsIntensi bombardamenti tra Iran, Israele, Libano: Usa: intensificheremo gli attacchi

Intensi bombardamenti tra Iran, Israele, Libano: Usa: intensificheremo gli attacchi

Roma, 6 mar. (askanews) – La guerra contro l’Iran precipita il Medio Oriente nel caos ed entra nel settimo giorno dopo una notte con attacchi e contrattacchi che hanno coinvolto il territorio iraniano, Israele e Libano. L’aviazione israeliana ha colpito intensamente Teheran e le roccaforti di Hezbollah a Beirut, e l’Iran ha risposto con il lancio di droni e missili contro Tel Aviv. Sullo sfondo di questa nuova escalation, gli Stati Uniti hanno annunciato un ulteriore aumento delle operazioni militari contro Teheran.

Nella capitale iraniana numerosi residenti hanno raccontato di una notte segnata da esplosioni continue. Secondo la televisione di Stato iraniana, i bombardamenti avrebbero interessato anche un’area vicino ai principali centri del potere politico, tra cui il complesso dell’ex guida suprema Ali Khamenei, ucciso lo scorso fine settimana.

A Shiraz, Iran meridionale, almeno 20 persone sono state uccise e altre 30 sono rimaste ferite in un attacco di Stati Uniti e Israele secondo l’agenzia di stampa Fars. Un un parco divertimenti per bambini e un deposito di ambulanze a Zibashahr, periferia del capoluogo della provincia di Fars, sarebbero stati colpiti.

Le forze armate israeliane hanno confermato una nuova “ondata su larga scala” di attacchi contro infrastrutture del regime iraniano. Secondo lo stato maggiore dell’IDF, la prima fase dell’operazione ha permesso di ottenere la superiorità aerea e colpire siti missilistici balistici. Il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha parlato di “ulteriori sorprese” nelle prossime fasi della campagna militare.

L’esercito israeliano ha preso di mira anche la periferia meridionale di Beirut. Nella notte sono stati bombardati centri di comando e strutture del movimento filo-iraniano Hezbollah usate per lo stoccaggio di droni nel quartiere di Dahieh. Almeno dieci edifici sono stati distrutti e centinaia di civili hanno lasciato le proprie case dopo gli ordini di evacuazione israeliani. Secondo il ministero della Sanità libanese, dall’inizio della settimana i raid hanno causato almeno 123 morti e oltre 680 feriti.

Teheran ha a sua volta lanciato una nuova ondata di droni e missili verso Israele. Le Guardie rivoluzionarie hanno rivendicato attacchi contro obiettivi nell’area di Tel Aviv, mentre migliaia di droni sarebbero stati lanciati anche attraverso il Golfo Persico.

Il comando centrale statunitense sostiene tuttavia che le capacità di risposta iraniane siano state pesantemente ridotte: gli attacchi missilistici balistici sarebbero diminuiti di circa il 90% rispetto all’inizio delle operazioni.

Il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha dichiarato che “la quantità di fuoco su Teheran è destinata ad aumentare drasticamente”. Washington ha ottenuto dal Regno Unito l’accesso alla base militare di Diego Garcia per intensificare le operazioni. Nonostante l’escalation, il presidente Donald Trump ha escluso per ora l’invio di truppe di terra, definendolo “una perdita di tempo”.

Trump ha anche lasciato intendere di voler avere voce nella scelta della futura leadership iraniana, definendo “inaccettabile” l’ipotesi che Mojtaba Khamenei, figlio della guida suprema uccisa, possa succedere al padre. Le sue dichiarazioni rappresentano un segnale esplicito della volontà americana di influenzare il futuro politico di Teheran.

Il conflitto sta producendo effetti a catena nella regione e sull’economia globale. Missili e droni sono stati intercettati anche sopra l’Arabia Saudita e il Kuwait, mentre lo stretto di Hormuz — cruciale per il commercio mondiale di energia — è di fatto paralizzato dagli scontri.

Proprio per evitare uno shock sui mercati petroliferi, Washington ha concesso all’India una deroga temporanea di 30 giorni per acquistare petrolio russo già in mare, nel tentativo di mantenere stabili le forniture globali mentre la guerra nel Golfo continua ad allargarsi.