Roma, 11 mar. (askanews) – Per l’Iran la fine delle ostilità ci sarà “solo quando l’ombra della guerra sarà stata allontanata dal paese”. Lo hanno detto oggi i pasdaran nell’ultima rivendicazione degli attacchi contro obiettivi americani nella regione, sostenendo che la guerra continuerà fino alla “resa del nemico”. Intanto, al 12esimo giorno di conflitto, il portavoce della Forze armate iraniane, ha annunciato la fine della politica degli attacchi reciproci e l’inizio di raid “uno dopo l’altro”. Cambia anche la lista degli obiettivi ritenuti “legittimi”, con l’inserimento dei colossi tecnologici Usa che hanno sede nella regione e banche e centri finanziari americani e israeliane. Mentre viene ribadito che “nemmeno un litro di petrolio” passerà lo Stretto di Hormuz a beneficio degli Stati uniti e dei loro alleati, corridoio dove il traffico marittimo è praticamente fermo dall’avvio dell’offensiva militare israelo-americana, il 28 febbraio scorso, e dove oggi sono state attaccate tre navi cargo.
ATTACCHI CONTINUI E NIENTE PETROLIO PER USA E ALLEATI “La politica degli attacchi reciproci è terminata: da ora in poi la nostra politica sarà un attacco dopo l’altro”, ha detto oggi il colonnello Ali Razmjou, in un messaggio in cui ha poi ribadito che “qualsiasi nave il cui carico di petrolio o la nave stessa appartenga agli Stati Uniti, al regime sionista o ai loro alleati ostili sarà considerata un obiettivo legittimo”.
“Non passerà un solo litro di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz se questo andrà a vantaggio degli Stati Uniti, di Israele o dei loro alleati”, ha proseguito, ammonendo: “Preparatrevi ad avere il petrolio a 200 dollari al barili”.
NEL MIRINO COLOSSI TECH E BANCHE USA E ISRAELIANE
Dopo l’attacco della scorsa notte a una filiale a della banna Sepah a Teheran, il portavoce ha dichiarato che Teheran “colpirà i centri economici e le banche americane e israeliane nella regione”, invitando “la popolazione a tenersi ad almeno un chilometro di distanza dalle banche della zona”.
Nel mirino delle forze iraniane sono finiti anche uffici e asset nella regione di colossi tecnologici americani, come Google, Microsoft, Palantir, Ibm, Nvidia, Oracle e Amazon, dopo che già nei giorni scorsi erano stati colpiti tre data center di Amazon negli Emirati arabi uniti e in Bahrein.
TRE NAVI CARGO COLPITE VICINO HORMUZ Una nave è stata colpita da un “proiettile sconosciuto” a 50 miglia nautiche a nord-ovest di Dubai; un incendio è divampato dopo un attacco a una seconda a circa 11 miglia nautiche a nord dell’Oman,; infine una terza nave è stata raggiunta a 25 miglia nautiche a nord-ovest dell’Emirato di Ras Al Khaimah.
Teheran ha rivendicato due attacchi, nave deridendo “le rassicurazioni” offerte dagli Stati Uniti alle navi in transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz. “Le navi Express Rome e Mayuree Naree, fidandosi di promesse vane, hanno ignorato i nostri avvertimenti e hanno cercato di attraversare lo stretto, solo per essere colpite. Qualsiasi nave intenzionata a passare deve ottenere il permesso dall’Iran”. (di Simona Salvi)
