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Iran, attesa per la riapertura dei mercati: occhi sul prezzo del petrolio

Milano, 1 mar. (askanews) – C’è attesa per la riapertura domani dei mercati azionari globali dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran, che hanno portato alla morte della Guida Suprema Khamenei, e le successive rappresaglie di Teheran verso i Paesi vicini. Gli occhi saranno puntati in particolare sul prezzo del petrolio, con gli analisti che prevedono rialzi tra il 5 e il 15% quando il mercato riaprirà già questa sera a New York, fino a uno scenario oltre i 100 dollari al barile. Il Brent ha chiuso venerdì a poco meno di 73 dollari, dopo essere già aumentato di oltre il 20% dall’inizio dell’anno.

La mossa odierna dell’Opec+, che ha concordato di aumentare la propria produzione di 206.000 barili al giorno a partire da aprile, meno di quanto ieri alcuni trader avevano ipotizzato, potrebbe avere uno scarso impatto sul mercato se dovesse proseguire l’escalation del conflitto. Il tema è lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 25% del petrolio e del gas mondiale: l’attività si è quasi fermata oggi, con centinaia di petroliere che hanno gettato l’ancora nelle acque aperte del Golfo davanti allo Stretto. Le compagnie assicurative, inoltre, hanno avvertito che i premi aumenteranno bruscamente per qualsiasi nave che desideri transitare nello Stretto.

L’Iran “mantiene ancora una capacità sproporzionata di destabilizzare i mercati energetici globali”, ha sottolineato l’FT. La principale fonte di preoccupazione per il mercato è l’influenza di Teheran sul traffico marittimo attraverso il nodo strategico di Hormuz e i possibili attacchi contro le infrastrutture energetiche. Oggi Maersk, la più grande compagnia di trasporto container al mondo, ha comunicato che interromperà fino a nuovo ordine il transito delle navi cargo attraverso lo Stretto di Hormuz per motivi di sicurezza, e la società di navigazione Msc ha sospeso tutte le prenotazioni per il trasporto di merci dirette in Medio Oriente.

Se le azioni dei titoli oil beneficeranno del rally del prezzo del greggio, i titoli delle compagnie aeree potrebbero invece soffrire con le migliaia di voli cancellati nel weekend, considerato che gli scali di Dubai e Doha – fermi – sono snodi principali dei flussi intercontinentali.

Un assaggio delle reazioni dei mercati si è avuto già oggi con l’andamento delle Borse del Medio Oriente aperte di domenica: in Arabia Saudita, il più grande mercato azionario dell’area, l’indice di riferimento Tasi ha perso il 2,1%, in Egitto l’EGX 30 ha ceduto il 3,5%. E’ stata invece chiusa oggi (e fino a nuovo avviso) la Borsa del Kuwait, mentre l’Autorità del mercato dei capitali degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato la sospensione delle negoziazioni sui mercati ADX (Abu Dhabi Securities Exchange) e DFM (Dubai Financial Market) per le sedute di domani e martedì.