Roma, 6 mar. (askanews) – L’amministrazione statunitense sta cercando di fare luce su quanto accaduto a Minab, una cittadina a oltre 960 chilometri da Teheran, ma vicino alla cruciale via d’acqua dello Stretto di Hormuz, dove una scuola elementare femminile è stata colpita da un bombardamento costato la vita ad almeno 175 persone, di cui per la maggior parte bambine.
Secondo quanto emerge dai media statunitensi Reuters, New York Times e Nbc, gli investigatori militari statunitensi ritengono probabile che le forze statunitensi siano responsabili dell’attacco alla scuola elementare Shajareh Tayyebeh di sabato scorso. Tuttavia le indagini, riportano fonti alla Reuters, non hanno ancora raggiunto una conclusione definitiva né completato lo studio delle dinamiche, hanno detto due funzionari statunitensi a Reuters.
Secondo quanto riferisce Nbc, alcuni funzionari dell’amministrazione Trump hanno evidenziato ai parlamentari statunitensi, in un briefing a porte chiuse questa settimana, che gli Stati Uniti stavano prendendo di mira la zona in cui è situata la scuola. E’ stato lo stesso generale Dan Caine, capo dello Stato Maggiore Congiunto degli Stati Uniti, a specificare che le forze israeliane hanno operato prevalentemente più a nord e non in quella zona.
Una serie di prove raccolte dal New York Times indica che l’edificio scolastico è stato gravemente danneggiato da un attacco di precisione, avvenuto contestualmente a offensive contro una base navale vicina, gestita dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). Le dichiarazioni ufficiali secondo cui le forze statunitensi stavano attaccando obiettivi navali nei pressi dello Stretto di Hormuz, dove si trova la base dell’IRGC, fanno ritenere al New York Times che molto probabilmente siano stati proprio loro a condurre l’attacco.
Secondo immagini satellitari del 2013, reperite dal New York Times, la scuola faceva originariamente parte della base navale delle Guardie Rivoluzionarie, con strade che la collegavano ad altre aree della base. Tuttavia, a settembre 2016, le stesse immagini mostrano che l’edificio era stato isolato e non era più collegato alla base.
In rete sono circolate alcune teorie secondo cui un missile iraniano sparato fuori rotta sarebbe stato responsabile dell’attacco alla scuola, ma il New York Times ha smentito questa ipotesi, evidenziando che un singolo missile vagante non avrebbe potuto provocare danni così precisi e mirati a diversi edifici della base navale. In un’intervista alla NBC, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che “è chiaro che la scuola è stata colpita dagli americani”, pur senza fornire prove a sostegno dell’accusa. Alla domanda se ci fosse la possibilità che un “missile iraniano fuori rotta” potesse aver avuto un ruolo, Araghchi ha risposto “no”.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha affermato che l’indagine sull’attacco è ancora in corso. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato mercoledì che gli Stati Uniti stanno ancora “indagando”, aggiungendo: “Naturalmente non prendiamo mai di mira i civili, ma stiamo esaminando e indagando su quanto accaduto”.
