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Iran, Italia contribuisce a manovra Aie con 9,9 mln di barili di petrolio

Roma, 12 mar. (askanews) – L’Italia fa la sua parte nel rilascio coordinato di riserve petrolifere tra Paesi che aderiscono dall’Agenzia internazionale dell’energia (Aie). Lo dichiara il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, a seguito dell’accordo raggiunto per contribuire alla stabilizzazione dei mercati energetici internazionali. Il quantitativo previsto per il nostro Paese è pari a 9 milioni e 966 mila barili, riporta un comunicato, corrispondenti a circa il 2,5% del totale dei barili messi a disposizione complessivamente dai Paesi AIE per fronteggiare l’attuale emergenza petrolifera. In termini di prodotti effettivamente rilasciati, tale volume equivale a circa 1 milione e 605 mila tonnellate di petrolio equivalente (tep).

Ad oggi, le scorte petrolifere di sicurezza dell’Italia ammontano complessivamente a 11.903.843 tep, pari esattamente a 90 giorni di importazioni nette di prodotti petroliferi, in linea con gli obblighi previsti dalla normativa dell’Unione europea.

Più in particolare, prosegue il Mase, le scorte sono detenute dalle industrie petrolifere per l’equivalente di 67 giorni di importazioni nette, e dall’Organismo centrale di stoccaggio italiano (OCSIT) per l’equivalente di 23 giorni.

Il rilascio programmato nelle prossime settimane rappresenta circa il 13,5% del totale delle scorte di sicurezza del Paese.

La situazione delle scorte in Italia resta in ogni caso soddisfacente anche dopo questo consistente rilascio concordato a livello internazionale con l’AIE, garantendo il rispetto degli obblighi europei e adeguati livelli di sicurezza degli approvvigionamenti energetici nazionali.

In serata restano nettamente rialzisti i prezzi del petrolio, come ieri a dispetto di questa manovra coordinata dei paesi consumatori. A pesare sono i proclami del neo leader iraniano, Mojtaba Khamenei che ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz deve rimanere chiuso per tenere sotto pressione Washington. Il barile di Brent, il greggio del Mare del Nord guadagna oltre l’8% al 99,56 dollari. Il West Texas Intermediate sale dell’8,88% a 95 dollari.