Roma, 14 lug. (askanews) – Il presidente brasiliano Luiz Inßcio Lula da Silva ha accusato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump di comportarsi come un pirata per la proposta di imporre un pagamento sulle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, una delle principali rotte mondiali per il trasporto del petrolio.
“Trump ha pubblicato un messaggio dicendo che libererà lo stretto, ma che per ogni nave che vi passerà il proprietario del petrolio dovrà pagargli il 20%. Un tempo questo si chiamava pirateria”, ha affermato Lula durante una visita all’Istituto Mauß di Tecnologia, nello Stato di San Paolo.
“Un Paese importante come gli Stati Uniti, che per molto tempo ha combattuto la pirateria, non può ora trasformarsi in un pirata”, ha aggiunto il presidente brasiliano.
“Lo Stretto di Hormuz è una sua responsabilità, non era chiuso. Non è stato il Brasile a inventare la guerra contro l’Iran. Il Brasile ha sparato un solo colpo? No. Il Brasile ha ucciso qualcuno? No. È stato lui a inventare questa guerra”, ha dichiarato, riferendosi a Trump.
Il presidente ha quindi difeso le misure adottate dal governo brasiliano per contenere le conseguenze economiche del conflitto, tra cui i sussidi destinati a controllare il prezzo dei carburanti.
Secondo Lula, l’obiettivo è impedire “che qualcuno finisca in una situazione di insicurezza alimentare a causa della guerra del signor Trump”.
Le dichiarazioni sono arrivate durante una visita all’Istituto Mauß di Tecnologia, che sta conducendo test sull’etanolo e sul biodiesel per sviluppare miscele di carburanti meno inquinanti.
