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Iran, Trump ha annunciato una tregua di due settimane. Teheran dovrà far passare il petrolio per Hormuz

Roma, 8 apr. (askanews) – Stati Uniti e Iran hanno raggiunto questa notte, all’ultimo minuto, un accordo per un cessate il fuoco, a poche ore dalla minaccia del presidente Usa Donald Trump di colpire duramente la Repubblica islamica se non avesse consentito il passaggio sicuro delle navi commerciali attraverso lo stretto di Hormuz.

L’intesa è stata annunciata dallo stesso Trump sul suo social Truth: “Sulla base delle conversazioni con il primo ministro Shehbaz Sharif e con il feldmaresciallo Asim Munir, del Pakistan, nel corso delle quali mi hanno chiesto di sospendere la forza distruttiva che sarebbe stata inviata questa sera contro l’Iran, e a condizione che la Repubblica islamica dell’Iran accetti la COMPLETA, IMMEDIATA e SICURA RIAPERTURA dello stretto di Hormuz, accetto di sospendere per un periodo di due settimane i bombardamenti e l’attacco contro l’Iran. Questo sarà un CESSATE IL FUOCO da entrambe le parti! La ragione di questa decisione è che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari, e siamo molto avanti verso un accordo definitivo riguardante una PACE di lungo periodo con l’Iran e la PACE in Medio Oriente. Abbiamo ricevuto dall’Iran una proposta in 10 punti, e riteniamo che costituisca una base praticabile su cui negoziare. Quasi tutti i vari punti di contrasto del passato sono già stati concordati tra gli Stati Uniti e l’Iran, ma un periodo di due settimane consentirà di finalizzare e perfezionare l’accordo. A nome degli Stati Uniti d’America, come presidente, e anche in rappresentanza dei Paesi del Medio Oriente, è un onore vedere questo problema di lungo periodo vicino alla soluzione. Grazie per l’attenzione su questa questione! Presidente DONALD J. TRUMP”.

L’annuncio è arrivato poche ore dopo che il Pakistan, mediatore nella crisi, aveva chiesto al presidente Usa di sospendere la scadenza fissata per le 20 della costa Est americana, le due di notte in Italia. Islamabad aveva proposto che entrambe le parti osservassero una tregua di due settimane e che, durante questo periodo, l’Iran consentisse il passaggio indisturbato di petroliere, navi gasiere e altre imbarcazioni attraverso il corridoio marittimo strategico. In seguito all’annuncio, le contrattazioni sul mercato Usa del greggio hanno registrato un secco calo del prezzo al barile.

Il cessate il fuoco concede tempo a entrambe le parti per cercare di arrivare a una conclusione più duratura della guerra, iniziata alla fine di febbraio con una pesante offensiva militare condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Nel corso della giornata, tuttavia, non era chiaro se dai colloqui potesse emergere una via d’uscita dalla crisi, né se vi fossero davvero negoziati in corso. A un certo punto, mentre Trump minacciava attacchi devastanti contro centrali elettriche, ponti e altre infrastrutture critiche, l’Iran avrebbe interrotto il proprio coinvolgimento nei negoziati indiretti.

“Un’intera civiltà morirà stanotte, per non tornare mai più”, aveva avvertito in precedenza Trump, aggiungendo però di sperare che “forse possa accadere qualcosa di rivoluzionariamente meraviglioso”.

Nelle ore precedenti alla scadenza delle 20, Stati uniti e Israele hanno intensificato i loro attacchi contro l’Iran, mentre secondo quanto riferito il Pakistan moltiplicava i propri sforzi per ottenere un cessate il fuoco. Il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif ha scritto sui social che gli sforzi diplomatici stavano “procedendo in modo costante, forte e deciso, con il potenziale di portare a risultati concreti”, chiedendo anche all’Iran di riaprire per due settimane la via d’acqua.

L’ambasciatore iraniano in Pakistan ha a sua volta affermato sui social martedì sera che la diplomazia per fermare la guerra aveva compiuto “un passo avanti” uscendo da una fase “critica e sensibile”. Con il calare della notte in Medio Oriente, intanto, gli iraniani si preparavano alla possibilità di nuovi attacchi. Secondo video e fotografie diffusi dai media statali e locali, alcuni hanno formato catene umane lungo i ponti e attorno alle centrali elettriche in tutto il Paese, anche se non è chiaro se si sia trattato di iniziative spontanee o organizzate dal governo.

Sul terreno, l’esercito israeliano ha dichiarato di aver lanciato raid aerei contro otto ponti in Iran, avvertendo la popolazione di non utilizzare le ferrovie fino alle 21 ora locale. I media statali iraniani hanno riferito che almeno tre persone sono morte quando un ponte ferroviario è stato colpito nella città centrale di Kashan.

Sul piano politico, le minacce di Trump hanno suscitato condanne interne negli Stati Uniti. Alcuni commentatori conservatori hanno preso le distanze dal presidente, mentre alcuni parlamentari repubblicani hanno espresso timori per un possibile contraccolpo sull’opinione pubblica. I democratici hanno invece condannato duramente le parole del presidente, e un numero crescente di esponenti del partito ne ha chiesto la rimozione.

Per quanto riguarda il bilancio delle vittime, l’agenzia Human Rights Activists News Agency ha riferito che almeno 1.665 civili, tra cui 244 bambini, erano stati uccisi in Iran fino a lunedì. Negli attacchi attribuiti all’Iran, almeno 50 persone sono state uccise nei Paesi del Golfo. In Israele, fino a lunedì, i morti erano almeno 20. Il bilancio americano è invece di 13 militari uccisi e centinaia di feriti.