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martedì, 17 Febbraio, 2026
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Istat: nel 2025 export +3,3%, surplus sale a +50.746 milioni

Roma, 17 feb. (askanews) – Nel complesso del 2025, rispetto al 2024, l’export in valore cresce del 3,3%: a contribuire sono principalmente le maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+28,5%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+9,8%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+11,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,3%). Lo ha reso noto l’Istat.

Nell’anno 2025 il surplus commerciale è pari a +50.746 milioni (+48.287 milioni nel 2024). Il deficit energetico si riduce a -46.939 milioni, da -54.290 milioni dell’anno prima. L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (+97.685 milioni) è elevato ma meno ampio rispetto al 2024 (+102.577 milioni).

La crescita dell’export in valore nel 2025 “coinvolge entrambe le aree, Ue ed extra Ue, e si deve a un numero ristretto di settori tra cui spiccano farmaceutica e metalli e prodotti in metallo. Anche la crescita dell’import riguarda entrambe le aree ed è spiegata soprattutto dall’aumento degli acquisti di prodotti della farmaceutica, dell’agricoltura, metalli e prodotti in metallo, alimentari e macchinari, che più che compensa la contrazione degli acquisti di prodotti energetici (petrolio greggio e raffinazione)”, è il commento dell’Istat.

Rispetto al 2024, il 2025 “si chiude con un deficit energetico in forte riduzione e un avanzo commerciale più elevato, totalmente dovuto agli scambi con i paesi extra Ue”.

La flessione dei prezzi all’import nella media 2025 si deve in particolare all’andamento dei prezzi dei prodotti energetici; al netto di questi prodotti, la flessione è più contenuta (-0,6%; era -0,8% nel 2024).

La crescita dell’export in valore nel 2025 è stata trainata sia dall’aumento delle vendite dirette sui mercati Ue (+4,2%) – in particolare verso Spagna (+10,6%), Francia (+5,3%), Germania (+2,3%) e Polonia (+5,8%) – sia dalle maggiori vendite dirette verso alcuni principali paesi partner extra-Ue, fra cui Svizzera (+16,3%), Stati Uniti (+7,2%) e paesi Opec (+11%). Si riduce l’export verso la Turchia (-23,1%), per il quale si era registrata una forte crescita nel 2024, e, in misura minore, verso la Cina (-6,6%). Lo ha reso noto l’Istat.

Dall’analisi per prodotto e paese, emerge che le maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici verso Stati Uniti, Francia e Spagna forniscono un contributo positivo di 1,8 punti percentuali alla crescita nell’anno dell’export nazionale. Un ulteriore contributo positivo di 0,8 punti percentuali proviene dall’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti verso la Svizzera. Al contrario, un contributo negativo di 0,6 punti percentuali deriva dalla riduzione delle vendite di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti n.c.a. verso la Turchia.

Per l’import, la crescita in valore nell’anno è principalmente spiegata dal forte aumento degli acquisti di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+35,5%). Aumentano anche gli acquisti di prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca (+18%), metalli e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+6,2%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+7%) e macchinari e apparecchi n.c.a. (+7,5%). Si riducono invece, in ampia misura, le importazioni di petrolio greggio (-28,1%) e coke e prodotti petroliferi raffinati (-10,8%).

All’aumento dell’import nel 2025 contribuiscono in particolare gli aumenti degli acquisti da Stati Uniti (+35,9%) e Cina (+16,4%), che da soli forniscono un contributo positivo di 3,1 punti percentuali. Il contributo negativo maggiore deriva dalla contrazione degli acquisti dai paesi Opec (-23,2%).

L’avanzo commerciale è sintesi di un deficit commerciale con l’area Ue (-5.501 milioni di euro; era -9.271 nel 2024) e un surplus con l’area extra-Ue (+56.247 milioni di euro; +57.558 milioni nel 2024).

Guardando ai principali partner commerciali, il saldo commerciale del nostro Paese con gli Stati Uniti, per quanto ampiamente positivo, si riduce portandosi a +34.191 milioni di euro, da +38.883 milioni del 2024; in netta riduzione anche l’avanzo commerciale con la Turchia, che da +5.751 milioni di euro del 2024 scende a +1.265 milioni nel 2025. Aumenta invece l’avanzo commerciale con la Svizzera (da +14.424 milioni di euro del 2024 a +19.722 milioni del 2025) e la Spagna (+5.083 milioni di euro nel 2025, da +599 milioni dell’anno precedente) e si confermano elevati, e in linea con il 2024, i saldi commerciali positivi con Regno Unito e Francia. Migliora nettamente il saldo commerciale con i paesi Opec che, dopo otto anni consecutivi di valori negativi, diventa positivo per +461 milioni di euro (era -9.614 milioni nel 2024).

Peggiora drasticamente il deficit commerciale con la Cina, che si porta a -46.290 milioni di euro, da -36.729 milioni del 2024; peggiorano anche i deficit commerciali con Paesi Bassi e Germania mentre si rileva una riduzione di quello con l’India (-2.844 milioni di euro, da -3.948 milioni nel 2024).