Bruxelles, 22 gen. (askanews) – “L’Europa sta perdendo terreno. Dall’inizio degli anni 2000, il divario di crescita rispetto a Stati Uniti e Cina si è ampliato, mentre molti nuovi concorrenti stanno aumentando la loro influenza a livello globale. Ciò minaccia il tenore di vita europeo e la sovranità europea. Continuare sulla strada attuale non è un’opzione. L’Europa deve agire ora. E siamo tutti fiduciosi di potercela fare”. È quanto si legge nel documento in cui, alla vigilia del vertice intergovernativo che si terrà domani a Roma, Italia e Germania, “due delle principali nazioni industriali europee”, indicano “un programma chiaro e impegni concreti per rafforzare la competitività europea” da concordare sfruttando il prossimo ritiro dei leader del 12 febbraio e il Consiglio europeo di marzo. “Il nostro obiettivo – viene spiegato nel ‘non paper’ di tre pagine – dovrebbe essere sia quello di sostenere le imprese europee sia quello di attrarre nuove imprese da paesi terzi”.
Per rafforzare la competitività europea, secondo i paesi guidati da Giorgia Meloni e Friedrich Merz, vanno eliminate le barriere che permangono nel mercato unico europeo, ovvero tariffe interne del 44% per il commercio di beni e addirittura di oltre il 110% per il commercio di servizi, secondo i dati Fmi. “Abbiamo bisogno di un ambizioso alleggerimento degli oneri normativi per le nostre imprese”, osservano Roma e Berlino. Quindi via “norme aggiuntive, inutili, complesse e spesso sovrapposte”.
Italia e Germania chiedono “ulteriori semplificazioni delle iniziative UE a tutti i livelli” e annunciano che lavoreranno “su questo aspetto insieme alla Commissione Europea: le procedure di pianificazione e approvazione in tutta Europa sono troppo lunghe”: “Chiediamo un’iniziativa mirata, un Omnibus per le autorizzazioni, che miri ad accelerare le procedure amministrative in tutti i settori. Aziende e cittadini dovrebbero ottenere un’autorizzazione entro un breve periodo di tempo. In caso contrario, la questione si considererà approvata. Questo deve essere il nuovo standard per l’Europa”.
Roma e Berlino definiscono “numerose iniziative della Commissione” come “iniziative zombie”, non più in linea con gli obiettivi politici dell’Ue, che “devono essere eliminate”. Sotto lo slogan “Less is more”, i due paesi invitano “la Commissione a impegnarsi a fare regolarmente pulizia e ad abrogare le leggi che sembrano obsolete”. Un’attenzione particolare anche agli “oneri burocratici” che nascono “durante il processo legislativo, sia in sede di Consiglio che di Parlamento europeo” attraverso emendamenti su cui va fatto un monitoraggio. “La semplificazione – si legge nel documento – è una questione di competenza dei Capi di Stato o di Governo. Invitiamo pertanto il Presidente della Commissione a riferire, d’ora in poi, al Consiglio europeo in merito ai risparmi sui costi e alla semplificazione, al fine di responsabilizzare ogni attore”.
Secondo Italia e Germania bisogna “spingere per un Mercato Unico più forte”. “Le analisi – si legge nel documento – mostrano che tutti gli Stati membri dell’UE trarrebbero beneficio da una maggiore integrazione economica. Per Italia e Germania, gli effetti sulla crescita ammonterebbero a circa il 2-3% del PIL; in molti altri Stati membri, sarebbero addirittura da due a tre volte superiori ai benefici totali già ottenuti dall’integrazione europea”.
Serve “un accordo tra i leader per approfondire il Mercato Unico in settori strategici, a partire da servizi, energia, mercati dei capitali, digitale e telecomunicazioni”. Inoltre “per colmare il divario di innovazione rispetto a Stati Uniti e Cina, l’Europa deve diventare più produttiva. Chiediamo pertanto l’istituzione di un ’28mo regime’ entro la fine di quest’anno. Servirà come quadro comune per le imprese innovative. Questo nuovo regime sarà fondamentale per aumentare la mobilità transfrontaliera, ridurre gli oneri normativi e superare le procedure complesse e costose nei sistemi nazionali frammentati”.
Nel documento si esorta “la Commissione a semplificare costantemente la normativa UE sugli aiuti di Stato e ad accelerare le procedure di autorizzazione”, si sostiene “l’istituzione di un Fondo europeo per la competitività che promuova i migliori progetti di forte impatto”, si chiede “un’espansione del finanziamento del capitale di rischio e maggiori opzioni di uscita per gli investitori”.
L’ultimo capitolo del non paper è dedicato al commercio internazionale. Per Italia e Germania “la finalizzazione dell’accordo UE-Mercosur è stato un passo importante in questa direzione. Tuttavia, oltre 25 anni di negoziati sono stati troppo lunghi. Abbiamo bisogno di più velocità. Sosteniamo la Commissione europea nei negoziati in corso” e “chiediamo una rapida conclusione di ulteriori ambiziosi accordi di libero scambio, in particolare con India, Australia, Emirati Arabi Uniti e Paesi ASEAN”. Tuttavia, precisano i due paesi, “la nostra apertura al libero scambio non deve essere fraintesa. Non siamo né ingenui né indifesi: ci siamo dotati di strumenti per aumentare la nostra sicurezza economica e contrastare le pratiche sleali, e li utilizzeremo ogniqualvolta necessario”.
