Tokyo, 16 gen. (askanews) – C’è il linguaggio freddo e diplomatico degli statement, che in molte parole riassume i termini dell’intesa, a cominciare dalla difesa di un “ordine economico libero ed equo”. E poi c’è una immagine che più di tutte è capace di restituire il senso delle giornate giapponesi di Giorgia Meloni. Ed è il selfie che lei stessa pubblica sui social che la ritrare accanto alla prima ministra, Sanae Takaichi: entrambe sorridenti, trasformate grazie all’intelligenza artificiale, in due personaggi dei cartoni d’animazione in stile nipponico.
Nella seconda tappa della missione in Asia che dopo un primo passaggio in Oman da domani la porterà anche in Corea del Sud, la presidente del Consiglio in un incontro bilaterale al Kantei, la residenza ufficiale della prima ministra, da una parte sottoscrive la dichiarazione che eleva i rapporti tra i due Paesi a “partenariato strategico speciale”, dall’altra proietta la attuale “cooperazione” verso quella che, dice, può diventare “una bella amicizia”.
C’è molto colore in questo incontro tra le uniche due donne alla guida di un paese del G7, circostanza che viene rimarcata anche durante le dichiarazioni. A cominciare dal ‘Tanti auguri’ in italiano intonato dai padroni di casa durante il pranzo offerto alla delegazione italiana per celebrare il compleanno che la premier ha festeggiato proprio a Tokyo. “Il messaggio è che crediamo molto in questa alleanza”, dice Meloni che sceglie una parola giapponese simbolica per descrivere “l’onore” e la “responsabilità” che la accomuna a Takaichi: ‘ganbaru’, un verbo e una esortazione che, spiega la premier, vuol dire “ambire a superare sempre i limiti, non accontentarsi mai di dove si è arrivati”.
Negli ambiti dell’intesa suggellata con l’incontro, grande rilevanza hanno ovviamente gli accordi economici che spaziano da intelligenza artificiale e tech, ai semiconduttori, fino al settore spaziale ma anche della difesa, a cominciare dal Global Combat Air Programme, che – spiega Meloni – è “una strategia di cooperazione industriale” e “un’iniziativa che rafforza la sicurezza euro-atlantica e indo-pacifica e dimostra come la cooperazione tra nazioni alleate sia la risposta più efficace ai rischi e alle minacce che fronteggiamo”. D’altra parte, c’è un preciso obiettivo geopolitico che la presidente del Consiglio persegue dall’inizio del suo governo, ovvero provare a proiettare sempre più l’influenza italiana verso est, dai Paesi del Golfo a quelli asiatici.
Ed è nella dichiarazioni congiunta in sedici punti sottoscritta dalle due leader che, pur nel rigido linguaggio della diplomazia, si indicano una serie di posizionamenti politici rispetto ai tanti fronti aperti sullo scacchiere internazionale. Come al punto sei, dove Meloni e Takaichi esprimono “grave preoccupazione per forme di coercizione economica, per l’uso di politiche e pratiche non di mercato e per l’imposizione di restrizioni all’export che interrompono le catene globali di approvvigionamento di beni e componenti chiave e causano altre distorsioni di mercato”. Un passaggio incisivo che sembra suggellare una alleanza anti-dazi, quelli americani compresi, ma che – viene spiegato – sarebbe soprattutto rivolta alla minaccia avanzata dalla Cina nei confronti del Giappone dopo che la stessa prima ministra nipponica aveva reagito alle minacce di una azione militare nei confronti di Taiwan.
Le due leader si sono già date un appuntamento per i prossimi mesi: Meloni ha infatti invitato a Roma Takaichi (che a breve porterà il suo Paese a elezioni anticipate) mentre l’Italia ha annunciato la sua partecipazione all’Expo green che si terrà nel 2027 a Yokohama. “Conta sempre su di me, per qualsiasi cosa di cui tu abbia bisogno. So che non è facile ma ce la faremo insieme”, ha detto Meloni alla leader giapponese prima di congedarsi.
