Roma, 20 lug. (askanews) – La Federazione Russa ha espulso l’addetto militare italiano a Mosca e uno dei suoi collaboratori, una “palese ritorsione” per l’allontanamento dall’Italia di due addetti militari russi colti in attività di spionaggio. Lo scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
La Federazione Russa ha espulso, senza motivo, l’addetto militare italiano a Mosca insieme a uno dei suoi collaboratori. Si tratta di un atto di palese ritorsione per l’espulsione dall’Italia di due addetti militari russi, che erano invece stati colti in flagranza mentre svolgevano attività di spionaggio ai danni della nostra sicurezza nazionale”, si legge nel post di Tajani, che sottolinea una differenza sostanziale tra i due casi: l’espulsione dei rappresentanti russi èstata motivata da attività di intelligence ostili, mentre quella decisa dalla Russia non avrebbe una giustificazione analoga.
