Roma, 29 apr. (askanews) – “Italiane della scienza”, podcast della rubrica SGUARDI ideato da Alessandra Quattrocchi e prodotto da Askanews, dedicato alle donne che lavorano nelle materie STEM, va alla scoperta dei segreti del più grande laboratorio di ricerca delle particelle al mondo, il Cern di Ginevra. Ce ne parla Paola Catapano, la comunicatrice scientifica del Cern. Giornalista scientifica con decine di documentari all’attivo, Catapano racconta il suo percorso di carriera, come si vive al Cern, come è cambiata la presenza delle donne, che rapporto c’è oggi fra fisica e filosofia.
“Il mio percorso non è stato affatto lineare” racconta, “è fatto di inseguimento di passioni e talenti perché con la passione se uno si impegna poi diventa anche un talento e cogliere le opportunità”. Dall’amore per l’astronomia a quello per le lingue e lo sport, la scuola interpreti, il posto da assistente personale per Carlo Rubbia direttore generale del Cern, poi il master in giornalismo scientifico, il nuovo incarico al Cern e le avventure nell’Artico e nell’Antartico”.
Raccontare il Cern, cioè la fisica delle particelle elementari, significa inventarsi il modo di narrare “qualcosa che tu non osservi, mentre nelle altre scienze anche l’astronomia, si osserva un fenomeno che c’è nel cielo. Le scoperte che si fanno sono scoperte epocali che fanno la scienza ma che non avvengono tutti i giorni. Quindi è un lavoro di intermediazione, dove la figura che sta in mezzo è il comunicatore scientifico”.
Catapano racconta cosa si vede arrivando al Cern, dal Super Collider ai “premi Nobel che indossano magliette spiritose e che parlano allegramente con i giovanissimi summer student o giovani dottorandi o post-doc intavolando discussioni in mensa sul caffè e scrivono strane formule sui tovagliolini di carta; spiega come la presenza di Fabiola Gianotti ha incoraggiato l’ingresso delle donne e l’effetto che ha avuto l’apertura dell’asilo nido interno fin dai primi giorni dopo il parto: “ci siamo posti l’obiettivo di 25 by 25 cioè di raggiungere il 25% nelle posizioni di staff e di management della ricerca entro il 2025, e in alcuni campi è stato addirittura superato.
Infine ricorda che “si è sempre potuto parlare di una congiunzione fra fisica e filosofia perché le domande sono le stesse che si ponevano gli antichi greci; è chiaro che la disciplina si è talmente specializzata per penetrare dentro ai segreti della natura. Solo che la risposta è matematica ed è esperimento per arrivare a questo livello. I giovani fisici che arrivano qua sono tutti campioni delle Olimpiadi della mente perché sono capaci di scriverti 17 pagine di equazioni come noi scriviamo un articolo di quattro pagine; . sono delle persone stupende, molto candide, che a volte non capiscono quello che succede nel mondo reale, perché per loro è totalmente inconcepibile”.
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