HomeAskanewsLa bagarre alla Camera su Meloni e le "ginocchiere"

La bagarre alla Camera su Meloni e le "ginocchiere"

Roma, 11 giu. (askanews) – “Ginocchiere”. E’ questa parola che trasforma il dibattito, a tratti abbastanza soporifero, sulle comunicazioni della premier alla Camera – prassi consolidata in vista di ogni Consiglio europeo, il prossimo è il 18 e 19 giugno -, in qualcos’altro. Molto più di un (prevedibile) confronto acceso sulla linea di politica estera del governo perchè, tra polemiche, attestati di solidarietà e richieste di istruttoria rivolte alla Presidenza della Camera, ritorna, a sorpresa, la ‘poetica’ dell’underdog. Giorgia Meloni, tra un crescendo di applausi della sua maggioranza, coglie appieno il momento e l’occasione e rivendica la propria storia, quella che l’ha portata “senza mai indossare ginocchiere” a Palazzo Chigi.

Il copyright dell’espressione, da cui ha origine la piega che prende la mattinata a Montecitorio, è del deputato M5s Francesco Silvestri, secondo il quale il governo non ha raddrizzato la sua linea rispetto al rapporto con Netanyahu e con Trump: “Lei non ha rialzato la schiena – ha detto l’esponente Cinquestelle rivolgendosi alla premier -, ha semplicemente indossato delle ginocchiere per stare più comoda. Noi abbiamo bisogno di un leader completamente diverso e spero che tra qualche mese” ci sarà.

Il deputato e questore di Fratelli D’Italia Paolo Trancassini solleva la questione definendo “vergognose” le parole rivolte a Meloni: “Si sa cosa si intende quando si dice che una donna, di fronte a un uomo, si è messa le ginocchiere. Mi auguro si apra un’istruttoria su quanto è stato detto” perchè “c’è un limite a tutto”. Da parte sua il capogruppo di Fdi, Galeazzo Bignami, accusando le opposizioni di “difendere la dignità della donna a corrente alternata”, chiede la sospensione per Silvestri che “dovrebbe rassegnare le dimissioni”. E quando torna al banco della presidenza la Dem Anna Ascani, alla guida dell’emiciclo al momento dell’intervento di Silvestri, si scusa per il mancato intervento, spiegando di “non aver colto quel senso che è stato poi detto”.

Infine Meloni, che chiude la sua replica potendo contare su un argomento sempre rivendicato in campagna elettorale e ora offerto su un piatto d’argento dall’uscita del pentastellato. “Quello che voi non riuscite ad accettare è che c’è una persona che senza mai indossare le ginocchiere è arrivata dove è arrivata, senza aiuti, senza favoritismi e senza scorciatoie… vi dà fastidio – accusa con tono risentito – che la prima donna premier in Italia sia arrivata dalla destra perchè voi non siete stati capaci di proporla”. Ciliegina sulla torta l’inesauribile questione sull’uso degli articoli femminili e maschili. “So che la collega Boldrini si è indignata perchè prima il collega Vigna si rivolgeva a me dicendo ‘signor presidente’, so che la collega Boldrini è molto mobilitata su queste materie, è una posizione che rispetto ma che non condivido – affonda Meloni – e mi chiedo se sia questo il punto del rispetto delle donne o sia piuttosto ascoltare un collega che non mi invita a indossare delle ginocchiere, mi dice che ho indossato delle ginocchiere”.