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La Cgia: con la guerra in Iran stangata da 29 miliardi per le famiglie italiane

Milano, 25 lug. (askanews) – A cinque mesi dallo scoppio della guerra nel Golfo Persico, l’Ufficio studi della Cgia stima che nel 2026 le famiglie e le imprese italiane dovranno sostenere quasi 29 miliardi di euro di costi aggiuntivi per elettricità, gas e carburanti.

Si è giunti a questo risultato, spiega, ipotizzando che i prezzi applicati in questo momento rimangano invariati sino alla fine di quest’anno. Il rincaro maggiore riguarderà benzina e diesel, con una spesa extra di 13,6 miliardi (+20,4% rispetto al 2025), seguiti dall’energia elettrica con +10,2 miliardi (+12,9%) e dal gas con +5 miliardi (+14,6%).

Sul fronte territoriale, è la Lombardia a pagare il prezzo più alto: gli aumenti energetici graveranno sulla regione per 5,4 miliardi, con un incremento del 15,1% rispetto al 2025. Al secondo posto l’Emilia-Romagna, con un aggravio di 3 miliardi (+16,1%), seguita dal Veneto, dove il maggior costo sfiora i 2,9 miliardi (+15,8%). L’impatto più pesante saranno le regioni più popolose e con la maggiore vocazione manifatturiera e commerciale del Paese.Con i prezzi alla pompa di benzina e diesel in modalità self service attestatisi, nell’ultima settimana, rispettivamente a 1,91 e 2,04 euro al litro – con un rincaro, rispetto al periodo a ridosso dell’inizio delle ostilità, del +14,4% per il primo e del +18,5% per il secondo – l’Ufficio studi della Cgia prevede, per il 2026, un aggravio complessivo a livello nazionale pari a circa 13,6 miliardi rispetto al 2025, con un incremento del 20,4%. A livello territoriale, gli aumenti più marcati in termini percentuali si dovrebbero registrare in Basilicata, dove l’aumento raggiungerebbe il 21,6% (+118 milioni). Seguono la Campania e la Puglia, entrambe con un incremento del 21,3%: nel primo caso l’impatto economico è stimato in circa 1 miliardo, nel secondo in 837 milioni.

Per le bollette della luce un aggravio da 10,2 miliardi Rispetto all’ultima settimana di febbraio, il costo dell’energia elettrica ha subito una crescita di prezzo del 51,2%. Siamo passati da 106,7 euro al MWh a 161,2. Per l’anno in corso, pertanto, gli aumenti delle bollette dell’energia elettrica dovrebbero toccare i 10,2 miliardi (+12,9%). In termini assoluti, l’aggravio più importante dovrebbe investire la Lombardia con 2,2 miliardi. Seguono il Veneto con poco più di un miliardo e l’Emilia Romagna con 967 milioni.

Dalle bollette del gas è previsto un prelievo aggiuntivo a livello nazionale di 5 miliardi (+14,6% rispetto al 2025), poiché il prezzo al MWh negli ultimi 5 mesi è schizzato all’insù addirittura del 71,6%, passando da 32,4 euro al MWh di fine febbraio agli attuali 57 euro. Analizzando il trend in valore assoluto, la Lombardia dovrebbe subire un costo addizionale di 1,2 miliardi. Seguono sempre l’Emilia Romagna con +710 milioni e il Veneto con +611 milioni.