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La Cina: Taipei non potrà impedire la riunificazione

Roma, 12 ott. (askanews) – La Cina ha attaccato il presidente taiwanese Lai Ching-te per il discorso pronunciato il 10 ottobre, in occasione della festa nazionale di Taiwan, accusandolo di perseguire l’indipendenza dell’isola attraverso il sostegno di potenze straniere e di denigrare Pechino. Il ministero degli Esteri cinese ha ribadito che la riunificazione è un obiettivo irrinunciabile e che le iniziative del governo di Taipei non potranno impedirla.

“Al mondo esiste una sola Cina, Taiwan è una parte inseparabile del territorio cinese e il governo della Repubblica popolare cinese è l’unico governo legittimo che rappresenta tutta la Cina”, ha dichiarato oggi la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, durante la conferenza stampa quotidiana a Pechino.

Secondo Mao, “aderire al principio di una sola Cina, opporsi alle forze separatiste favorevoli all’indipendenza di Taiwan e sostenere la riunificazione della Cina risponde alla volontà e alle aspettative della comunità internazionale”.”La cosiddetta democrazia di cui parla Lai Ching-te non può nascondere la natura e la realtà del suo separatismo indipendentista”, ha aggiunto la portavoce.

Mao ha quindi richiamato la storia della Seconda guerra mondiale, sostenendo che “il ritorno di Taiwan alla Cina costituisce una parte importante dei risultati della vittoria nella Seconda guerra mondiale e dell’ordine internazionale del dopoguerra”.

“La vera situazione nello Stretto di Taiwan è che entrambe le sponde appartengono a un’unica Cina”, ha proseguito Mao. “Qualunque cosa Lai Ching-te dica o faccia, non potrà cambiare i fatti storici e giuridici dell’appartenenza di Taiwan alla Cina, né l’esito inevitabile del fallimento dell’indipendentismo taiwanese, e tanto meno potrà fermare la tendenza storica per cui la Cina alla fine sarà riunificata, e dovrà esserlo”, ha concluso.