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La classifica dei migliori atenei al mondo per materia, l’Italia sale. La Sapienza sempre al top

Roma, 25 mar. (askanews) – Con un totale di 60 atenei italiani (rispetto ai 56 del 2025) che compaiono 769 volte in classifica – di cui 671 voci nelle singole discipline e 98 nelle cinque grandi aree di studi – l’Italia è il settimo paese al mondo (dopo Usa, Cina, Regno Unito, India, Francia e Germania) più rappresentato per numero di università classificate nella sedicesima edizione annuale della ‘QS World University Rankings by Subject’, pubblicata oggi da QS Quacquarelli Symonds, società di analisi globale della formazione universitaria globale.

La classifica analizza in modo indipendente oltre 21.000 programmi accademici in più di 1.900 università in oltre 100 paesi, coprendo 55 discipline e cinque grandi aree di studio (Arti e scienze umane, Ingegneria e tecnologie, Scienze della vita e medicina, Scienze naturali, Scienze sociali, economiche e manageriali).

Di tutte le voci cumulative riguardanti l’Italia, il 28% ha registrato un miglioramento, il 35% è rimasto invariato e il 24% ha subito un calo, mentre 97 sono nuove voci, con un miglioramento netto del 4% rispetto all’anno precedente. Le università italiane si sono aggiudicate 163 posizioni nella top 100 mondiale nelle 55 classifiche per disciplina e nelle cinque grandi aree di studio. L’Università La Sapienza di Roma mantiene il primo posto mondiale in Lettere classiche e Storia antica per il sesto anno consecutivo, segno distintivo dell’Italia di prestazioni di livello mondiale costanti.

PRESTAZIONI PER DISCIPLINA – La medicina è l’area disciplinare più rappresentata, con 38 Atenei italiane classificate, in aumento rispetto alle 33 del 2025. Seguono le scienze biologiche (31), la fisica e l’astronomia (27) e l’informatica e i sistemi informativi (26). L’Università Bocconi continua a guidare l’Italia nelle discipline economiche, classificandosi al 9° posto in Marketing e al 10° in Economia e Management. L’Università Luiss è al primo posto in Italia in Scienze Politiche e Studi Internazionali, al 23° posto. Nel campo emergente della scienza dei dati e dell’intelligenza artificiale, l’Italia è passata da tre Atenei classificate nel 2025 a sette nel 2026, con il Politecnico di Milano in testa a livello nazionale al 32° posto. PRESTAZIONI DI ECCELLENZA: DOVE L’ITALIA RAGGIUNGE I VERTICI DELLA CLASSIFICA MONDIALE – Ai livelli più alti della classifica, la rappresentanza italiana si concentra in un numero ristretto di istituzioni. Solo pochi atenei collocano discipline nella top 10 mondiale: Sapienza Università di Roma con tre presenze, Politecnico di Milano e Università Bocconi con due ciascuno, e Scuola Normale Superiore con una.

Accanto al vertice assoluto, l’Italia registra ulteriori risultati di particolare rilievo: il Politecnico di Milano è 6° in Architettura / Ambiente costruito, l’Università Bocconi è 9 in Marketing, la Scuola Normale Superiore è 10 in Lettere classiche e Storia antica, l’Università Iuav di Venezia è 14 in Storia dell’arte, il Politecnico di Torino è 18° in Architettura / Ambiente costruito e l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna è 19 in Archeologia. Nel loro insieme, questi risultati identificano con nettezza alcune aree di forza del sistema italiano nel confronto globale: studi classici, architettura, arte e design, archeologia e specifici ambiti delle scienze economiche e sociali. Si tratta di settori che contribuiscono in modo determinante alla reputazione internazionale del Paese, valorizzando l’intreccio tra tradizione culturale, capacità progettuale, patrimonio e qualità della ricerca.

Per Nunzio Quacquarelli, Presidente, QS, ‘i risultati dell’Italia di quest’anno mostrano un sistema universitario di spessore, con visibilità globale e alcuni punti di forza altamente distintivi. Atenei come Bologna e Sapienza dimostrano il valore duraturo delle università statali italiane, mentre il mantenimento da parte di Sapienza della prima posizione in Lettere classiche e Storia antica per il sesto anno consecutivo è un esempio di eccellenza globale sostenuta in un campo profondamente legato al patrimonio intellettuale e culturale del Paese. Allo stesso tempo, i risultati evidenziano le sfide strutturali che il settore della formazione universitaria italiana deve affrontare. Per l’Italia, la sfida non è semplicemente quella di preservare i punti di forza di lunga data, ma di svilupparli ulteriormente, attraverso continui investimenti nella capacità di ricerca, nella collaborazione internazionale, nell’attrazione e nella fidelizzazione dei talenti e in una più ampia diffusione dell’eccellenza tra le Atenei e le discipline. L’Italia possiede il patrimonio accademico, la base istituzionale e la diversità disciplinare per competere in modo molto efficace sulla scena mondiale. Il passo successivo è convertire tale potenziale in prestazioni elevate e più costanti in tutto il sistema’.

L’ITALIA NEL CONTESTO EUROPEO – L’Italia si colloca al terzo posto tra i paesi dell’UE per numero di università classificate, dietro alla Francia (93) e alla Germania (72), ma al secondo posto per numero totale di voci, superata solo dalla Germania. L’Italia è uno dei tre paesi dell’UE a vantare una voce classificata al primo posto mondiale, insieme alla Svezia e ai Paesi Bassi, che guidano la classifica con due voci. L’Italia si colloca inoltre al secondo posto tra i paesi dell’UE sia per le voci nella top 10 che nella top 20, superata solo dai Paesi Bassi. L’Italia registra il terzo miglioramento su base annua più elevato (7%) tra i paesi dell’UE con almeno 50 voci, a pari merito con la Repubblica Ceca. Solo il Portogallo (14%) e la Polonia (11%) mostrano un miglioramento netto più marcato. L’Italia è uno dei soli tre paesi dell’UE con una materia al primo posto a livello mondiale, insieme a Svezia e Paesi Bassi, e si colloca al secondo posto nell’UE per numero totale di voci.

GUARDANDO AL FUTURO: LA SFIDA È FARE SISTEMA – Secondo QS Quacquarelli Symonds i risultati del 2026 ‘mostrano un’università italiana capace di esprimere eccellenze riconosciute a livello globale, ma ancora meno efficace nel trasformarle in forza sistemica. Accanto a punte di altissimo livello, restano infatti disomogeneità nella capacità di ricerca, pressione sulle risorse, competizione internazionale per i talenti e difficoltà nel consolidare i risultati su scala più ampia. La sfida, per il sistema italiano, non è dimostrare di avere eccellenza. È riuscire a sostenerla nel tempo, ampliarla e renderla più diffusa tra discipline, istituzioni e aree strategiche della competitività accademica globale’.

In particolare, La Sapienza è prima università al mondo in Classics & Ancient History e tra le prime dieci con Archeology e History of Art: è la prima volta che un’università italiana si colloca con 3 materie nella Top10 della classifica QS ‘World University Rankings by Subject’.

L’edizione 2026 del Report conferma per il sesto anno consecutivo il primato assoluto dell’Ateneo negli studi classici, unico primato mondiale per le università italiane, e premia l’ambito umanistico con il 7° posto assoluto assegnato sia agli studi storico-artistici sia a quelli archeologici, con Archaeology che passa dalla 11 posizione alla 7 e History of Arts che balza dalla 18 alla 7 .

‘Il nuovo QS World University Rankings by Subject 2026 consolida l’eccellenza del nostro Ateneo – sottolinea la rettrice Antonella Polimeni – con la conferma del primato mondiale in Classics & Ancient History, ottenuto per il sesto anno consecutivo, e l’avanzamento nella top 10 in Archaeology and History of Art. Questi risultati – aggiunge la Rettrice – rappresentano una testimonianza tangibile dell’impegno scientifico costante, della passione e della dedizione di una comunità accademica capace di custodire un’eredità culturale millenaria, proiettandola nel futuro, attraverso una ricerca e una didattica di respiro internazionale che la pone stabilmente ai vertici mondiali delle classifiche’.

Sapienza migliora anche per numero di discipline posizionate nella Top 50 mondiale, passando dalle 4 del 2025 alle 6 della classifica 2026 appena rilasciata; in particolare si confermano Classics & Ancient History (1), Archaeology (7), History of Art (7) e Physics & Astronomy (38) ed entrano tra le prime 50 Modern Languages (42) e Pharmacy & Pharmacology (48). Tra le top 100, Sapienza è prima in Italia con 26 materie; invece, per presenze totali nel ranking, è seconda a livello nazionale con 46 materie.