Roma, 29 ott. (askanews) – Il direttore generale ad interim della Commissione elettorale centrale israeliana (Cec), Dean Livne, ha respinto le accuse di frode diffusa nelle elezioni di martedì, definendole infondate e sottolineand che il voto si è svolto legalmente e che, per quanto a sua conoscenza, non vi sono prove di irregolarità sistematiche.
“Le elezioni per la Knesset si sono svolte in maniera legale. L’integrità del processo elettorale presso i seggi è stata rigorosamente garantita e, per quanto a nostra conoscenza, non vi sono basi per le accuse di violazioni sistematiche dell’integrità delle elezioni”, ha scritto Livne in una lettera al deputato di Yesh Atid Vladimir Beliak, membro della commissione, così come riporta il Times of Israel.
Il chiarimento è arrivato dopo che il primo ministro Benjamin Netanyahu e i suoi alleati hanno sostenuto, senza presentare prove pubbliche, che le elezioni sono state truccate attraverso operazioni finanziate dall’estero per aumentare l’affluenza alle urne degli elettori arabi.
Livne ha affermato che la richiesta di un’indagine interna dello Shin Bet (il servizio di Intelligence del paese), formulata dal presidente della Cec, il giudice Noam Sohlberg, si è basata su informazioni classificate che necessitano di ulteriori accertamenti e che tali informazioni non sono ancora state verificate.
Sohlberg aveva incaricato lo Shin Bet di indagare su presunte interferenze straniere e corruzione elettorale. I sospetti riguardano l’invio di ingenti flussi di denaro dal Qatar finalizzati ad aumentare l’affluenza alle urne tra gli elettori della comunità arabo-israeliana.

