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La Commissione Ue: Google viola regolamento europeo sui sui mercati digitali, multa da 890 milioni di euro

Bruxelles, 23 lug. (askanews) – La Commissione europea ha adottato, oggi a Bruxelles, due decisioni riguardo a due diverse violazioni del regolamento Ue sui mercati digitali (“Digital Markets Act” – Dma) da parte di Google, con rispettive sanzioni di 460 milioni e 430 milioni di euro, per aver privilegiato i propri servizi sul motore di ricerca Google Search, e per aver imposto sulla piattaforma Google Play delle restrizioni alle aziende che indirizzano i consumatori verso canali di acquisto alternativi, spesso più economici (“steering”).

Prese insieme (890 milioni di euro), le due sanzioni comminate a Google costituiscono la multa più alta finora decisa in applicazione del regolamento Dma per una singola società. Le due multe precedenti erano state inflitte nell’aprile 2025 a Meta (200 milioni di euro) e ad Apple (500 milioni di euro).

Secondo il regolamento Dma, i “gatekeeper” (i “guardiani dell’accesso”, ovvero le più grandi aziende tecnologiche che controllano l’accesso ai principali mercati e servizi online) nel gestire i risultati di ricerca devono applicare criteri di trasparenza, equità e non discriminazione, e non devono dare preferenza e maggiore visibilità ai propri servizi rispetto a quelli di terzi.

La Commissione ha constatato innanzitutto che Google privilegia i propri servizi, inclusi quelli relativi a shopping, hotel, trasporti e sport, rispetto a quelli di terzi su Google Search, violando così gli obblighi previsti dal Dma. “Google mostra i propri servizi in posizione più prominente nei risultati di ricerca, anche nella parte superiore della pagina dei risultati, o tramite elementi grafici e filtri avanzati, mentre servizi simili di terzi non godono della stessa visibilità”, spiega la Commissione in una nota.

In secondo luogo, Google è accusata di non consentire lo “steering” su Google Play. Il regolamento Dma stabilisce che gli sviluppatori di app che distribuiscono le proprie applicazioni tramite una piattaforma come Google Play dovrebbero essere in grado di informare i clienti, gratuitamente, sulla disponibilità di offerte alternative, e spesso più economiche, rispetto alla piattaforma stessa, e di indirizzarli verso tali offerte per effettuare acquisti, anche su altri siti web o app store.

La Commissione ha constatato che Google non ha rispettato quest’obbligo, impedendo agli sviluppatori di app di comunicare e promuovere liberamente le proprie offerte e di concludere contratti con gli utenti attraverso i canali di distribuzione di loro scelta, inclusi gli app store di terze parti.

Google ha il diritto di chiedere il pagamento di una commissione per il servizio offerto, con lo “steering”, nel facilitare l’acquisizione iniziale di un nuovo cliente da parte di uno sviluppatore di app tramite Google Play, ma l’entità delle commissioni addebitate da Google e la durata del periodo di addebito di queste commissioni superano quanto considerato conforme al regolamento Dma,spiega ancora la Commissione.

L’Esecutivo comunitario ha quindi ordinato a Google di porre fine a questo doppio inadempimento (“ordine di cessazione e desistenza”), predisponendo delle misure per trattare i servizi di terze parti che compaiono nei risultati di ricerca di Google Search in modo equo e non discriminatorio rispetto ai propri servizi, e per consentire agli sviluppatori che distribuiscono le proprie app tramite Google Play Store, sia tecnicamente che contrattualmente, di comunicare liberamente, promuovere offerte e concludere contratti con gli utenti non solo all’interno, ma anche al di fuori di Google Play Store.

Le sanzioni pecuniarie inflitte oggi a Google tengono conto della gravità e della durata dell’inadempimento, considerando la siituazione fino alla fine del 2025. Secondo la Commissione, l’entità delle sanzioni è “proporzionata e appropriata”. Google è tenuta a conformarsi alle decisioni della Commissione entro 60 giorni, altrimenti rischia il pagamento di nuove sanzioni periodiche che possono arrivare fino al 5% del suo fatturato globale totale.

La Commissione, tuttavia, riconosce che, “a seguito di un dialogo costruttivo, Google ha proposto e avviato la sperimentazione di modifiche al modo in cui presenta i propri servizi su Google Search per i servizi gratuiti come shopping, hotel e voli”. L’Esecutivo Ue annuncia che “monitorerà l’attuazione di queste soluzioni, che costituiscono un progresso sostanziale verso la conformità”.

La Commissione sta attualmente valutando anche altre modifiche in corso di sperimentazione da parte di Google riguardo “al modo in cui presenta gli annunci shopping e i servizi correlati ai contenuti, come lo sport”. Inoltre, Google ha presentato delle proposte su come intende applicare i principi della decisione odierna alle “Overview” dell’Intelligenza artificiale e alla “Modalità IA”, che sono modalità di ricerca introdotte di recente e inforte sviluppo. Su questi punti, riferisce ancora la nota della Commissione, “proseguirà il dialogo con Google”.

Infine, la Commissione rileva anche che “Google ha introdotto modifiche relative alle proprie regole sullo ‘steering'”, il reindirizzamento dei risultati di ricerca su Google Play. “Queste modifiche rappresentano un buon passo avanti verso la conformità” rispetto al regolamento Dma “e saranno valutate anche alla luce dell’ordine di cessazione e desistenza emesso con la decisione odierna”, conclude la nota.

Google, comunque, può decidere di presentare ricorso contro le decisioni odierne.