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lunedì, 9 Febbraio, 2026
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La disfida Calenda-Fratoianni sul capitale. Fedez: ma fate un featuring!

Roma, 9 feb. (askanews) – Cosa c’è più di sinistra del capitale, della critica del capitale. Cosa c’è di più liberista del capitale, seppur nella variante liberale e riformista. E poi la patrimoniale, le armi, l’Ucraina e, alla fine, anche il presepe. Gli opposti, Nicola Fratoianni, deputato di Avs, uomo di sinistra, e Carlo Calenda, leader di Azione, ex manager Ferrari e Sky e in avvicinamento al centrodestra, si incontrano nell’arena di Pulp podcast condotto da Fedez e Mr.Marra. Sono diversi, diversissimi, ma, commento di Fedez, hanno anche qualcosa in comune: “Raga ma siete d’accordo su un sacco di cose, dovete fare un featuring”. Calenda chiede lumi chiedendo cosa sia “sto feauturing”, Fedez glielo spiega citando Francesca Michielin, ma “Carlo” non sa chi sia: “Ma chi è?” sbotta, incrociando lo sguardo del portavoce, “oddio mi guarda male”. Fedez lo striglia: “Ma vedi il paese reale, caz….”.

Si discute di capitale, di patrimoniale, di tassa di successione. “Sapete che c’è? Se governiamo noi, senza punire nessuno, senza invidie, facciamo un po’ di redistribuzione” annuncia Fratoianni. Fedez lo punge: “E’ uno dei motivi per cui non vincerete mai”. “Ma penso che sbagli – risponde Fratoianni – perchè tutte le rilevazioni statistiche dicono che la netta maggioranza degli italiani è d’accordo. E sapete perchè? Il 99% degli italiani non ha neanche il benessere di una media classe agiata. Patrimoniale, tassa di successione, scegliete voi ma questo tema va posto”. “Nicola ma c’è un piccolo particolare – ribatte Calenda -, il capitalismo sta distruggendo le democrazie per questo, perchè il capitale si muove, il lavoro è fisso, il guadagno va sempre al capitale e non va al lavoro e la tecnologia aumenta questo aspetto. Questo sta facendo crollare il capitalismo democratico, quello che aumentava la classe media” e “proprio perchè il capitale è mobile nel momento in cui tu provi a tassarlo – è la spiegazione di Calenda -, l’effetto che hai è lo spostamento del capitale e quindi hai perdita di posti di lavoro”. “Ma si dice così da un’eternità e l’esito è che non si fa mai niente, intanto io ci provo, non mi rassegno”, insiste Fratoianni incontrando una disponibilità parziale dell’avvesario: “Ci sono cose che si possono fare, ad esempio lo squilibrio tra la tassazione della rendita e la tassazione del lavoro è una cosa che va messa a posto, l’Irpef deve essere totalmente progressiva come in Gran Bretagna”, concede Calenda ma “no” alla patrimoniale che provoca “un movimento istantaneo delle cose fuori”. “Ma pensi che il capitale se ne va via così, tutto, pensi che non esistano meccanismi di incentivazione o di punizione rispetto all’uscita? Negli Stati Uniti, non in un paese dell’economia reale – racconta Fratoianni – esiste una forma di tassazione che se tu americano sposti il capitale da un’altra parte continui a pagare da contribuente americano”. “No, non esiste, te lo dico io che non esiste. Io vengo da quel lavoro lì, Nicò (“da quale lavoro Carlo, portare in giro capitali?” ironizza Fratoianni). Non si possono mettere limiti alla circolazione dei capitali, se la metti due minuti dopo non c’è più nessuno, sono tutti in Svizzera”.

Sulle armi all’Ucraina le posizioni sono ancora più distanti come sul riarmo dell’Europa, per non parlare del campo largo da cui Calenda ha preso nettamente le distanze. La sua critica è che nel campo largo non ci sia accordo su niente tra i partiti che lo compongono e che ambirebbero a governare insieme, nemmeno sul presepe. “Ogni volta che c’è una polemica sul presepe terrorizza tutti” attacca Calenda. “Ma chi la fa la polemica sul presepe? La fanno solo Salvini e Meloni”, risponde Fratoianni.