Roma, 4 feb. (askanews) – “In questi giorni non sono mancati gli sciacalli. Anche in giacca e cravatta”. Lo ha detto il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci in un’informativa al Senato sui danni dovuti al maltempo in Sicilia, Sardegna e Calabria a proposito delle polemiche sulle responsabilità politiche e sulla prevenzione in relazione alla frana di Niscemi.
“Il rischio frane in Sicilia non è emergenziale ma strutturale. Secondo i dati Ispra 9 comuni su 10 presentano zone ad alto rischio frane. Oltre il 94% dei comuni italiani si trova in territori esposti a rischio idrogeologico”, ha sottolineato il ministro durante l’informativa.
La vicenda Niscemi non è una questione di risorse finanziarie. Lo ha detto il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci in un’informativa al Senato sui danni dovuti al maltempo in Sicilia, Sardegna e Calabria. “Per il Governo Meloni – ha sottolineato il ministro – anche quella di Niscemi non è una questione legata a risorse finanziarie. Ci sono e sono disponibili per dare corpo ad un progetto condiviso con le con le amministrazione locali e che credo veda su questa posizione anche il governo della regione siciliana, che ha già offerto in tal senso ampie disponibilità”.
Per quanto riguarda “le misure da adottare a sostegno delle popolazioni colpite dal ciclone e dalla frana – ha aggiunto – il governo sta elaborando una serie di iniziative, che possono così essere sintetizzate: sospensione dei termini in materia di adempimenti e versamenti tributari e contributivi, di termini processuali e amministrativi, misure in materia di ammortizzatori sociali per i lavori del settore privato e misure di sostegno al reddito dei lavoratori autonomi, misure di sostegno per recupero della capacità produttiva, misure di sostegno alle imprese esportatrici danneggiate, semplificazioni procedurali, misure di sostegno al comparto turistico, stanziamenti straordinari per le attività di protezione civile, funzionali anche al ripristino l’assistenza alla popolazione, alla prevenzione e alla riduzione del rischio residuo, misure per la delocalizzazione, dove questa dovesse essere una soluzione voluta dalle autorità locali, misure di potenziamento della risposta operativa di protezione civile”.
Per il ministro, “anche per la quantificazione delle risorse necessarie al ripristino delle infrastrutture pubbliche e private compromesse, si sta procedendo in questi giorni ad una stima, la più attendibile e dettagliata possibile”, e “di certo il governo Meloni nei prossimi giorni provvederà a integrare alle tre regioni interessate le risorse che dovranno consentire gli interventi nel più breve tempo possibile e con la migliore qualità possibile”.
“Allo stato attuale non è ancora definita la soluzione da dare alle famiglie che sono state
costrette ad abbandonare per sempre le loro case” ha detto Musumeci, aggiungendo: ” “Spetta alle autorità comunali avanzare una proposta risolutiva; lo ricordo, i sindaci sono la prima autorità di Protezione Civile e sono i responsabili della pianificazione urbanistica e della vigilanza urbanistica del loro territorio. In tal senso comunico di aver istituito presso il dipartimento Casa Italia, che si occupa di ricostruzione e di prevenzione strutturale, una commissione di studio per indagare sulle possibili evoluzioni del fenomeno e perché in questi anni il fenomeno si è sviluppato così
rapidamente. Entro poche settimane avremo il parere tecnico sugli interventi da effettuare naturalmente nel post-emergenza”.
