Roma, 12 ott. (askanews) – La Francia sta adattando le proprie esercitazioni di attacco nucleare alle lezioni delle guerre in Ucraina e Medio Oriente, aggiornando tattiche e tecnologie per superare sistemi di difesa aerea sempre più sofisticati. E, in una fase di crescenti tensioni con la Russia, Parigi ha deciso di rendere più visibile la propria capacità di deterrenza atomica, rompendo in parte la tradizionale riservatezza che circonda le operazioni delle sue forze nucleari. Lo riferisce Politico, che ha intervistato il generale Stéphane Virem, comandante della componente nucleare dell’Aeronautica militare francese.
Quattro volte all’anno, circa 50 velivoli francesi partecipano all’operazione Poker, una simulazione di attacco nucleare contro un Paese nemico. L’obiettivo è verificare la capacità dei caccia di penetrare le difese avversarie e raggiungere i bersagli assegnati, in uno scenario caratterizzato dalla rapida evoluzione di droni, radar, missili antiaerei e sistemi di sorveglianza.
“E’ evidente che oggi i nostri concorrenti non operano più come dieci anni fa, e del resto neppure noi. Tutti fanno progressi e si osservano reciprocamente”, ha spiegato Virem. Secondo il generale, l’accelerazione dell’innovazione tecnologica impone di aggiornare continuamente le modalità operative: “Dobbiamo adattarci a questo ritmo per trovare il modo di contrastarle. E’ sempre la spada contro lo scudo”.
Il riferimento è soprattutto alle esperienze dei conflitti più recenti. “Guardate quello che accade oggi in Ucraina. Compaiono nuovi droni e la lotta contro di essi si sviluppa in tempi brevissimi. Per noi è esattamente lo stesso. Dobbiamo diventare molto più agili”, ha affermato il comandante. Secondo Virem, occorre accettare che i sistemi sperimentati e introdotti in servizio possano diventare parzialmente superati nel giro di un anno, rendendo necessaria la loro frequente sostituzione.
Le esercitazioni Poker incorporano pertanto scenari sempre più complessi, comprese minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari, attacchi al territorio nazionale e operazioni in condizioni di forte degrado delle capacità militari. Durante le simulazioni vengono valutati anche gli effetti dei lanci virtuali dei missili da crociera nucleari ASMPA-R e le perdite che le forze francesi potrebbero subire attraversando le difese nemiche.
“La nostra missione è penetrare le difese avversarie per garantire al presidente, e a un nostro concorrente, che se minaccia i nostri interessi vitali saremo in grado di infliggergli danni inaccettabili”, ha sottolineato Virem.
L’insolita disponibilità del generale a discutere pubblicamente queste operazioni riflette un cambiamento nella comunicazione strategica francese. Fino a pochi anni fa, gli ufficiali evitavano persino di confermare l’esistenza dell’operazione Poker. Oggi Parigi considera anche la visibilità delle proprie capacità militari uno strumento per rafforzare la credibilità della deterrenza nei confronti di Mosca. La Francia rimane l’unica potenza nucleare dell’Unione europea e il presidente Emmanuel Macron ha annunciato a marzo un aumento del numero delle testate atomiche, interrompendo contemporaneamente la comunicazione pubblica sulla consistenza dell’arsenale, nell’ambito di una politica di “ambiguità strategica”.
Macron ha inoltre avviato un dialogo con diversi partner europei, tra cui Germania, Svezia, Finlandia e Polonia, sulla possibile cooperazione nucleare. In prospettiva, alcuni di questi Paesi potrebbero partecipare alle esercitazioni Poker. Parigi continua tuttavia a mantenere volutamente indefinita la soglia oltre la quale una minaccia agli interessi vitali francesi, che comprendono anche una dimensione europea, potrebbe provocare una risposta atomica.
La modernizzazione dell’arsenale procede nonostante le difficoltà delle finanze pubbliche. Il progetto di bilancio francese per il 2027 prevede 63,4 miliardi di euro per la difesa, contro i 57 miliardi dell’anno in corso, con circa il 12% destinato alla deterrenza nucleare.
Entro il 2035 la base di Luxeuil, vicino al confine tedesco, dovrebbe ospitare due squadroni di caccia Rafale nella nuova versione F5, equipaggiati con i futuri missili da crociera ipersonici a testata nucleare ASN4G. La base si aggiungerà a quelle già operative di Istres, Avord e Saint-Dizier.
Resta però il problema delle dimensioni della flotta aerea. Secondo Virem, l’Aeronautica francese potrebbe arrivare ad avere bisogno di 230 aerei da combattimento, contro i circa 185 attuali, anche perché i Rafale destinati alla missione nucleare vengono impiegati pure nelle operazioni convenzionali.
Il generale ha comunque assicurato che le difficoltà economiche non comprometteranno la capacità nucleare del Paese. “La priorità assoluta, il cuore di tutto, è la deterrenza nucleare”, ha dichiarato. “Le scelte vengono sempre, sempre fatte a favore della deterrenza”.

