Il contesto: giustizia e dibattito pubblico
Il tema della giustizia è tornato con forza al centro del dibattito pubblico italiano. L’intervento del Presidente della Repubblica al CSM, dopo undici anni di assenza, e l’avvicinarsi del referendum contribuiscono ad alimentare un confronto sempre più acceso sul rapporto tra politica, magistratura e cittadini.
In questo clima così delicato è interessante leggere La Lanterna di Diogene – L’avvocato Diogene Capatosta, di Michele Russo d’Altavilla, disponibile su Amazon.
Un romanzo che racconta il mestiere dell’avvocato
Non è un saggio, né un legal thriller. È un racconto che mette al centro il mestiere dell’avvocato, troppo spesso descritto come una professione cinica e opportunistica. L’autore esplora, in forma romanzata, la funzione democratica dell’avvocatura e accompagna il lettore in un viaggio dentro le trasformazioni della giustizia, talvolta rappresentata come un talk show televisivo.
In questo scenario, la presunzione d’innocenza – come recita la Costituzione all’art. 27: “L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva” – sembra talvolta applicata a geometria variabile.
La voce di Diogene Capatosta
«Ho scritto questo libro», afferma Michele Russo, «perché mi è parso che il Diritto che praticavo ogni giorno non potesse più essere raccontato solo con atti, sentenze e formule. Bisognava dare voce a chi attraversa il processo dall’interno, senza illusioni».
Chi è, allora, Diogene Capatosta? «Non un alter ego compiacente, ma la voce che prende forma quando si osserva la Giustizia senza indulgenze: i suoi automatismi, le sue rigidità, le sue improvvise cecità».
Ne emerge la figura dell’avvocato come equilibrio democratico, interprete della società civile e protagonista silenzioso delle trasformazioni della giustizia italiana.
Tra diritto, opinione pubblica e percezione della colpa
Che cosa resta al lettore, chiusa l’ultima pagina? «Sembra un ossimoro, ma nulla, direi», risponde l’autore. «Chi leggerà il libro vi troverà uno sguardo onesto e, forse, qualche domanda in più sul sistema giudiziario».
In effetti il libro non offre soluzioni o tesi sistematiche. Piuttosto, solleva interrogativi: sul confine tra diritto e opinione pubblica, tra garanzie costituzionali e percezione sociale della colpa, tra giustizia formale e giustizia percepita.
Una lanterna che illumina senza dissipare il buio
Il merito del romanzo sta forse proprio qui: nel tentativo di restituire complessità a un tema spesso semplificato nel dibattito pubblico. Resta al lettore valutare se la forma narrativa riesca davvero a tradurre questa complessità in una riflessione duratura o se prevalga, in alcuni passaggi, l’intento testimoniale dell’autore.
È, in fondo, parafrasando il titolo del romanzo, una lanterna che non dissolve il buio, ma ne rende visibili i contorni, cercando — come Diogene — un uomo non necessariamente perfetto.
