Roma, 15 gen. (askanews) – Il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, ha ricordato su Facebook la posizione del regno dopo l’incontro a Washington fra responsabili americani, danesi e groenlandesi che si è concluso con la constatazione di un”fondamentale disaccordo”. “La posizione degli Stati Uniti è che devono prendere il controllo della Groenlandia. Continuiamo a credere che la sicurezza a lungo termine possa essere garantita nel rispetto dell’integrità territoriale del Regno di Danimarca e del diritto all’autodeterminazione del popolo groenlandese. Rispettando il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. Questa è la nostra linea rossa”, ha affermato, prima di aggiungere: “Siamo nel 2026: si può commerciare con le persone, ma non si possono commerciare le persone”.
La questione Groenlandia sembra tracciare un ulteriore solco tra Vecchio Continente e Usa. “Vance ci odia”, ha dichiarato un diplomatico europeo al giornale Politico, commentando i colloqui svolti ieri a Washington tra Danimarca, Groenlandia e Stati Uniti. Secondo fonti diplomatiche ascoltate da Politico, l’ostacolo principale nel dialogo tra Stati Uniti e Unione europea è il fatto che il vicepresidente statunitense JD Vance provi un profondo risentimento nei confronti del Vecchio Continente. L’annuncio che il vicepresidente avrebbe guidato i colloqui di Washington sulla Groenlandia ha allarmato la parte europea. “È il duro”, ha detto lo stesso diplomatico, aggiungendo che “il fatto che sia lì la dice lunga e penso che sia negativo per l’esito”. Tra i 10 ministri e funzionari che hanno parlato in forma anonima con Politico, nessuno ha considerato Vance un alleato, né nei colloqui sulla Groenlandia né per le relazioni transatlantiche in generale, osserva il giornale.
Ieri sera, al termine di una serie di colloqui ad alto livello a Washington, la Danimarca e gli Stati Uniti hanno poi confermato un “fondamentale disaccordo” riguardo al futuro della Groenlandia, come ha riferito il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, a margine dell’incontro con i rappresentanti dell’amministrazione statunitense, fra cui appunto il vicepresidente JD Vance, e la ministra degli Esteri della Groenlandia Vivian Motzfeldt. Rasmussen ha precisato che, nonostante il confronto sia stato diretto, è emersa una divergenza di fondo sull’approccio alla sicurezza e alla sovranità nell’area artica. “Non è assolutamente necessario che gli Stati Uniti si impadroniscano della Groenlandia”, ha dichiarato il ministro danese, commentando le recenti posizioni espresse dalla presidenza statunitense. Poco dopo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che non ha partecipato all’incontro, dallo Studio Ovale ha ribadito la centralità strategica del territorio, dichiarando: “Noi abbiamo bisogno della Groenlandia per la sicurezza nazionale”. “Vedremo cosa succederà”, ha concluso Trump.
Intanto dopo Svezia e Germania anche la Francia ha annunciato che militari francesi parteciperanno alla missione militare europea di ricognizione in Groenlandia. “Dietro richiesta della Danimarca, ho deciso che la Francia parteciperà alle esercitazioni congiunte organizzate dalla Danimarca in Groelandia, l’operazione Endurance Arctique, ha scritto sul suo account di X Emmanuel Macron, nel corso della notte. “Dei primi militari francesi sono già in viaggio. Altri seguiranno”, ha aggiunto il presidente francese.
