Roma, 1 ott. (askanews) – La maggioranza supera il primo ‘scoglio’ nel percorso della legge elettorale alla Camera, dove il provvedimento è arrivato in terza lettura. L’aula ha respinto a voto segreto le questioni pregiudiziali con 229 no contro 151 sì.
“I numeri sono chiari”, ha commentato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, presente in Aula come quasi tutti i rappresentanti dell’esecutivo (assente l’altro vice premier Matteo Salvini, che però è senatore) dopo la ‘precettazione’ decisa dalla premier Giorgia Meloni.
L’esame dunque va avanti e riprende la prossima settima quando il governo ha già annunciato che porrà la questione di fiducia. Un altro ‘test’ a scrutinio segreto ci sarà sul voto finale, atteso tra il 7 e l’8 ottobre.
“Siamo di fronte a un atto di prepotenza del governo che, senza ragioni, sta impedendo l’apertura del gioco democratico. E mi pare che l’ossessione della governabilità porti il centrodestra a voler governare in anticipo anche il risultato finale delle elezioni”, ha detto il segretario di +Europa, Riccardo Magi, intervenendo nell’aula di Montecitorio illustrando le pregiudiziali di costituzionalità alla legge elettorale. “Voi calpestate la Costituzione e con un sotterfugio piuttosto indegno volete trasformare la Repubblica parlamentare in qualcosa che per concentrazione del potere pretende di andare oltre la stessa logica presidenziale”, ha aggiunto Gianni Cuperlo, deputato Pd. Mentre per Roberto Giachetti la legge è “un insuperabile concentrato di violazioni del dettato costituzionale, un concentrato che allontana come mai è stato fatto la volontà dell’elettore dall’effettivo risultato del voto espresso”.

