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venerdì, 30 Gennaio, 2026
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La Margherita 2.0 di Spadafora, caccia ai delusi dei due poli: "Spazio enorme"

Roma, 30 gen. (askanews) – “In diverse decine di riunioni”, a cavallo tra due governi, il Conte I e il Conte II, il compromesso politico, la quadra tra istanze diverse si è trovata proprio a casa sua, lontano dalle sedi di partito o dalle aule parlamentari. “Non voglio sembrare sbruffone – dice -, ma sia il primo che il secondo governo Conte si sono fatti concretamente a casa mia” ed è anche in virtù di questa esperienza da mediatore che Vincenzo Spadafora, arrivato in Parlamento con il Movimento 5stelle, ex ministro dello Sport ed ex Garante per l’infanzia, si è ritagliato negli anni “un ruolo da dietro le quinte”, da tessitore di alleanze o almeno di incontri. “Sono forse più capace nel tentare di mettere insieme gli altri”, nell’avvicinare le posizioni, aggiunge. Ci riprova domani con la convention di Primavera, l’associazione che ha fondato un anno fa, e che chiama a raccolta, al Salone delle Colonne dell’Eur, varie anime e militanze riformiste, con l’aspirazione a mettere in piedi la quarta gamba del centrosinistra.

“C’è un potenziale enorme, ci sono i delusi del Pd e del Movimento Cinquestelle, ma anche i delusi dei partiti di destra, quelli che magari, una volta, hanno votato anche Lega e Fratelli d’Italia. Il potenziale è enorme, tutto dipenderà da come sarà raccontata questa cosa nuova”, osserva. Primavera, che “è presente in quattordici regioni” porta in dote un movimento di persone, di professionisti che appartengono ai mondi della sanità, dell’imprenditoria, del volontariato, “tutti elettori del centrosinistra che però non si riconoscono nè nel Pd di Elly Schlein nè nel Movimento Cinquestelle”.

“Domani – annuncia – ci apriamo al confronto con altre realtà, abbiamo messo insieme tutti quelli che si sentono di centrosinistra, ma sono fuori dai partiti che attualmente lo compongono”. E difatti ci saranno i sindaci – già protagonisti di varie iniziative di Casa riformista di Matteo Renzi – Silvia Salis (Genova) e Beppe Sala (Milano), ci sarà l’assessore capitolino Alessandro Onorato con il suo Progetto Civico Italia, ci saranno Maria Elena Boschi di Italia Viva, Ernesto Maria Ruffini, presidente di Più uno e da più parti evocato come federatore di quest’area, Francesca Romana D’Antuono, presidente di Volt Europa.

L’obiettivo, insomma, è una Margherita 2.0? “Quando fanno questo parallelismo non mi dispiace mai, ricordo che quando, nel 2001, è nata la Margherita ha avuto sorprendentemente oltre il 14% dei consensi e quindi evocarla è di buon auspicio. Ma va ricordata anche una cosa – sottolinea Spadafora -, che allora l’intuizione fu proprio quella di mettere insieme quattro piccole realtà e noi domani faremo questo, cercare di far dialogare realtà differenti. Renzi? Trovo stucchevole il dibattito Renzi sì, Renzi no, Renzi è già lì con Casa riformista, ha fatto una scelta di campo, è già dentro il centrosinistra”. Politicamente c’è da fidarsi di Renzi? “Credo che abbia un’intelligenza politica notevole, è molto bravo a controbattere al governo, credo che abbia sinceramente idea di dare una mano al centrosinistra a vincere alle prossime elezioni”. Serve un’alternativa al “governo di destra, che ha dimostrato di non riuscire a governare anche perchè ha una classe dirigente scadente”.

Bisogna già pensare a convocare un tavolo, secondo Spadafora, e questo è “un diritto-dovere” della segretaria Dem, con cui, in vista di domani, non ci sono state interlocuzioni particolari, spiega, perchè intanto si tratta di capire come può nascere la quarta gamba del campo largo. Ma c’è un rischio di ‘svuotare’ il Pd? “Pd, Avs e M5s non sono autosufficienti e non credo che i delusi votino ancora il Pd, c’è una parte enorme di elettorato che si dichiara di centrosinistra, che non vuole votare il centrodestra e cerca un’alternativa tra M5s e Pd. La bellezza del Pd – dice – è che è solido, sta al 20%, ma il suo limite è che sui territori è molto chiuso e molto legato a una classe dirigente che fa fatica a rinnovarsi, così non è facile trovare uno spazio dove fare politica attiva”. Insomma, “da soli non si va da nessuna parte, bisogna superare i personalismi, l’idea di dover sempre cercare uno spazio politico personale”.

Servirà una leadership, a un certo punto. Spadafora non fa nomi, dice che “tutte le persone che si stanno proponendo hanno una grossa capacità comunicativa, si stanno misurando sui territori”. Salis? “Silvia deciderà quando vuole lei di dare una mano al paese, in che ruolo e quando non lo so. Ma ora si occupa di Genova, è stata eletta da pochi mesi e sta dimostrando di essere amata dall’opinione pubblica”, conclude Spadafora.