Roma, 3 lug. (askanews) – La donna ucraina di 39 anni Anastasia Berezovska, identificata come principale sospettata dell’attentato dinamitardo avvenuto lunedì 29 giugno nel Principato di Monaco contro l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev e la sua famiglia, “non ha agito da sola”. Lo ha affermato il vice procuratore del Principato, Morgan Raymond, in una conferenza stampa.
“Non ha agito da sola, altri due uomini sono stati arrestati nei giorni scorsi, ma non ci sono prove che suggeriscano un loro coinvolgimento. La loro custodia cautelare è stata revocata”, ha precisato Raympond, così come riporta Le Figaro.
Secondo quanto riferito dalla Procura, gli Ermolaev stavano rientrando da una cena al mare al momento dell’attentato. La sospettata avrebbe “prelevato un pacco nascosto in una borsa” prima di recarsi all’ingresso dell’edificio per verificare l’identità delle vittime. L’ordigno esplosivo sarebbe stato poi attivato tramite un telecomando.Le prime immagini delle telecamere di sorveglianza sembravano mostrare un uomo con un berretto nero e abiti larghi. Un’analisi più approfondita delle registrazioni ha rivelato diverse apparizioni della stessa figura, vestita in modo identico e con la stessa borsa, alcuni giorni prima nel Principato.
Questa identificazione ha inoltre condotto gli inquirenti a un veicolo immatricolato in Germania, un’auto a noleggio avvistata a Monaco. Tracciandone gli spostamenti, è stato possibile ricostruire il suo percorso fino in Italia, poi attraverso diversi paesi europei, fino al suo ritorno in Germania. Nei confronti di Anastasia Berezovska, la donna ucraina sospettata di aver piazzato la bomba scoppiata lunedì scorso nel Principato di Monaco, è stato emesso un mandato di arresto internazionale. Lo hanno dichiarato la Procura di Francoforte sul Meno e l’Ufficio Territoriale della Polizia Criminale dell’Assia.
“La donna ricercata è attualmente latitante. Nei suoi confronti è stato emesso un mandato di arresto internazionale”, si legge in un comunicato.
La polizia ha aggiunto di aver sequestrato l’auto e perquisito l’abitazione utilizzata dalla donna, domiciliata in Germania.
