Milano, 30 ott. (askanews) – (In collaborazione con GS1 Italy) – Rendere la spesa accessibile a tutti, superando barriere fisiche, sensoriali e cognitive. Accendere i riflettori su questo importante tema è l’obiettivo al centro della ricerca che GS1 Italy ha realizzato con il Politecnico di Milano e 18 aziende del largo consumo, che fotografa una situazione ancora disomogenea e la necessità di fare sistema.
Dallo studio emerge una crescente consapevolezza sul tema, ma l’accessibilità non è ancora una priorità strategica per molte imprese. A frenare il cambiamento sono soprattutto ostacoli organizzativi e culturali, oltre alla mancanza di standard condivisi e di una governance dedicata. A illustrarci le principali evidenze della ricerca è Silvia Scalia, di GS1 Italy.
Le parole di Silvia Scalia, ECR and training director di GS1 Italy: “Nella nostra visione, l’accessibilità evolve da un tema di nicchia a un elemento di sviluppo e di valore, con un cambio di paradigma profondo, ma anche molto stimolante per le imprese. In questa prospettiva, la domanda essenziale è: come possiamo far evolvere la nostra offerta per essere sicuri di accogliere e servire in modo eccellente e senza ostacoli tutte le persone? Si tratta, quindi, di un importante cambio di prospettiva, che porta a focalizzarci sul servizio, sulla qualità della relazione con il cliente e sul valore”.
Dalla ricerca alle iniziative concrete: GS punta a rendere più inclusiva l’esperienza nei punti vendita anche attraverso il progetto “Ore di quiete”, con luci attenuate e musica sospesa per rispondere alle esigenze delle persone neurodivergenti e con ipersensibilità sensoriale. A raccontarci il progetto e le sfide affrontate è Giorgia Grillini, di GS. L’intervento di Giorgia Grillini, CSR & Corporate Partnership Specialist di GS: “La principale sfida che abbiamo riscontrato nel tradurre i principi dell’accessibilità in soluzioni per i nostri consumatori è stata quella di metterci nei panni dei nostri clienti e delle persone con esigenze differenti. Per questo, è stato fondamentale il dialogo con le associazioni, anche locali, per cercare di individuare progetti che fossero realmente concreti e d’impatto per i nostri clienti”.
Anche il packaging può fare la differenza, con confezioni più semplici da aprire e strumenti che facilitano l’accesso alle informazioni per le persone non vedenti e ipovedenti. Un impegno concreto illustrato da Manuele Bravi, di P&G Italia.
Il commento di Manuele Bravi, Company Communications Accessibility Manager di P&G Italia: “I benefici e le sfide che abbiamo riscontrato nel tradurre i principi dell’accessibilità in progetti concreti per i nostri consumatori sono diversi. Il beneficio più importante è rendere i gesti quotidiani più semplici e autonomi, non solo per le persone con disabilità, ma per tutti. P&G lo fa introducendo, per esempio nei flaconi di shampoo Pantene e Head & Shoulders, i marcatori tattili, che aumentano la riconoscibilità del prodotto, permettendo così una maggiore autonomia”.
La sfida riguarda dunque l’intera filiera: dall’industria alla distribuzione, fino ai servizi e agli spazi di vendita. Per trasformare le buone pratiche in un cambiamento concreto, la parola chiave è collaborazione, con l’obiettivo di costruire un’esperienza d’acquisto davvero accessibile a tutti.

