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lunedì, 2 Febbraio, 2026
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La violenza che tradisce la democrazia

A Torino l’estremismo antagonista mostra il suo vero volto: nemico dello Stato e alleato inconsapevole delle pulsioni autoritarie, capace solo di restringere libertà, dissenso e spazio democratico.

Nessuna attenuante, nessun distinguo

Gli squallidi personaggi visti all’opera a Torino (e non sono i soli) vanno condannati “senza se e senza ma”. Senza i distinguo che qualche esponente della sinistra radicale ha utilizzato.

Per due motivi. Il primo, quello fondamentale e prioritario: hanno dato prova di una violenza organizzata e senza limiti, contro le forze dell’ordine e contro la città. Sono dunque nemici della Democrazia e dei valori che la devono animare.

Non può esserci nessuna benché minima ragione di “comprensione” per loro.

Il precedente degli anni di piombo

Il secondo, quello secondario: sono “utili idioti”, che aiutano le pulsioni autoritarie del sistema, concorrendo così alla riduzione di fatto degli spazi di dissenso e di libertà.

Senza voler fare – per fortuna nostra – paragoni impropri, anche negli anni di piombo la violenza politica “antagonista” operava (il caso Moro non è ancora del tutto disvelato nei suoi contorni) per favorire svolte autoritarie.

La Politica seppe reagire

I cretini visti a Torino non sono certo le Brigate Rosse, ovviamente.

Ma c’è da dire che in quegli anni la Politica ha saputo reagire – con forza e compattezza – senza ridurre gli spazi di dissenso e di democrazia. Oggi l’aria è molto diversa.

Questi violenti ed utili idioti non se ne rendono conto.

Per questo sono due volte nemici della Democrazia: perché violenti e perché utili idioti.