HomeAskanewsLaika dedica opera a Maja T. nei pressi ambasciata Ungheria a Roma

Laika dedica opera a Maja T. nei pressi ambasciata Ungheria a Roma

Roma, 1 ott. (askanews) – Nella notte tra il 30 settembre e il primo ottobre una nuova opera della street artist Laika dedicata a Maja T. è comparsa a Roma, in via Marcello Malpighi, nel quartiere Nomentano, a poche decine di metri dall’Ambasciata ungherese, dove l’artista aveva già affisso un’opera per chiedere la libertà di Ilaria Salis.

Questa volta ad essere rappresentata è Maja T., persona queer di nazionalità tedesca detenuta in Ungheria, Paese che perseguita gli antifascisti e non riconosce i diritti dei cittadini LGBTQ+.

Maja T. è stata condannata il 30 settembre in via definitiva a sette anni di carcere in uno dei filoni processuali legati alla contestazione della Marcia dell’Onore del 2023, quando migliaia di neonazisti hanno marciato nella capitale ungherese tra croci uncinate e simboli delle SS.

L’opera rappresenta Maja T. con il pugno alzato e le scritte “Freiheit fuer Maja” e “Free them all”, ricordando tutti gli antifascisti oggi perseguitati in Europa.

“Oggi Ungheria e Stati Uniti considerano il movimento antifascista un’organizzazione terroristica: sembra di essere tornati indietro di quasi un secolo”, ha dichiarato Laika. “Un’onda nera vuole travolgere di nuovo l’Europa e il mondo, ma noi dobbiamo resistere e non smettere di difendere le nostre libertà. Maja T. è quella che ha pagato di più fino a oggi, costretta a condizioni detentive inumane, che negano la sua identità di genere, e a lunghi periodi di isolamento. Oggi in tanti e tante chiediamo, come primo passo, che possa essere trasferita in Germania, vicino alla sua famiglia, per scontare lì il resto della sua sproporzionata pena”, ha aggiunto.

“In tanti chiediamo la libertà di Maja, come quella di Gino e di tutte e tutti coloro che lottano contro il fascismo e il nazismo”, ha concluso Laika.

L’opera è stata donata alla campagna di sostegno a Maja T., promossa da una coalizione di associazioni LGBTQ+ e dall’eurodeputata Ilaria Salis.