Roma, 5 set. (askanews) – “La Penisola Antartica ha subito un’allarmante ondata di calore invernale, con temperature che hanno raggiunto i 20 gradi centigradi al di sopra della media. L’anomalia termica più significativa è stata registrata presso la stazione di ricerca Argentina Esperanza, dove le temperature sono salite a 15,4°C al di sopra della media di lungo periodo di giugno, pari a -6,2°C”. Così Massimo Frezzotti, docente Scienze della Terra all’Università Roma Tre, geomorfologo, e membro della Divisione Ambiente e Clima della Società Geologica Italiana.
“Le osservazioni a lungo termine della missione satellitare gravitazionale ‘Grace’ mostrano che la calotta glaciale antartica sta perdendo massa a un tasso medio di circa 135 gigatonnellate di ghiaccio all’anno. Questo bilancio di massa negativo – la differenza tra l’accumulo di neve e la perdita di ghiaccio verso l’oceano – contribuisce per circa 0,4 mm all’anno all’innalzamento globale del livello del mare che è attualmente intorno a 4 mm all’anno”.
Insomma “l’Antartide e l’oceano che lo circonda agiscono come il sistema di raffreddamento per il clima terrestre. La sua immensa calotta glaciale contiene circa il 90% del ghiaccio mondiale, mentre l’estensione del ghiaccio marino raddoppia quasi ogni inverno. Questo ghiaccio marino svolge un ruolo cruciale nella regolazione della circolazione oceanica globale e dell’albedo terrestre. L’Oceano Antartico ridistribuisce calore, anidride carbonica e ossigeno in tutto il mondo, rendendolo una componente chiave del sistema climatico”, continua Frezzotti.
Il ghiaccio marino antartico è soggetto a estreme fluttuazioni stagionali. Dal 2016, tuttavia, ha mostrato una tendenza al declino senza precedenti, discostandosi dalla relativa stabilità osservata dall’inizio delle rilevazioni satellitari nel 1980. Questo declino è stato collegato all’aumento delle temperature oceaniche e ai cambiamenti dei venti che intensificano la fusione del ghiaccio marino. Durante la prima metà del 2026, l’estensione del ghiaccio marino è rimasta ben al di sotto della media. A febbraio, forti venti meridionali hanno temporaneamente rallentato il declino, determinando un minimo stagionale alla fine del mese vicino alla media degli ultimi dieci anni”. Così sempre l’esperto.
“L’aumento delle temperature causato dai cambiamenti climatici di origine antropica sta avendo un impatto particolarmente forte lungo i margini esterni dell’Antartide. Il 6 giugno 2026, la Penisola Antartica ha subito un’allarmante ondata di calore invernale, con temperature che hanno raggiunto i 20°C al di sopra della media. L’anomalia termica più significativa è stata registrata presso la stazione di ricerca Argentina Esperanza, dove le temperature sono salite a 15,4°C al di sopra della media di lungo periodo di giugno, pari a -6,2°C. Questo evento eccezionale segue l’ondata di calore invernale senza precedenti del 18 marzo 2022, quando le temperature sono aumentate fino a 30°C al di sopra della media. Presso la stazione di ricerca italo-francese Concordia-Dome C, situata a 3.233 m sul livello del mare, la temperatura ha raggiunto i -11,5°C, rispetto alla media tipica di marzo compresa tra -40°C e -50°C. L’Oceano Antartico assorbe oltre il 60 per cento dell’eccesso di calore in eccesso causato dall’aumento dei gas clima alteranti e fino al 40% dell’anidride carbonica di origine antropica. Questo riscaldamento è disomogeneo: mentre le acque superficiali e le correnti sottomarine si stanno riscaldando rapidamente (circa 0,1-0,2 °C per decennio), la fusione delle piattaforme di ghiaccio galleggianti hanno raffreddato le acque superficiali immediatamente a ridosso dell’Antartide”.

