HomeAskanewsLazio, Bankitalia: crescita 2025 moderata (+0,6%), sopra media nazionale

Lazio, Bankitalia: crescita 2025 moderata (+0,6%), sopra media nazionale

Roma, 10 giu. (askanews) – Crescita moderata nel 2025 per l’economia del Lazio, in un contesto caratterizzato da un’elevata incertezza del quadro geopolitico internazionale. Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (Iter) della Banca d’Italia, il prodotto è aumentato in termini reali dello 0,6 per cento, un valore lievemente superiore a quello medio nazionale e più contenuto rispetto al 2024. L’attività economica è stata sostenuta principalmente dai consumi privati e dagli investimenti, soprattutto quelli in lavori pubblici legati agli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e del Giubileo. Un contributo positivo è provenuto anche dall’incremento delle esportazioni di beni. E’ la fotografia scatta dal Rapporto “L’economia del Lazio”, presentato oggi presso la Sede di Roma della Banca d’Italia.

Secondo l’analisi, tutti i settori hanno registrato un’espansione nel 2025, fatta eccezione per l’agricoltura. Nell’industria la crescita è stata trainata nuovamente dall’export del comparto farmaceutico che ha raggiunto la metà delle vendite all’estero della regione. Le costruzioni hanno beneficiato degli investimenti in opere pubbliche.

Il settore dei servizi, la cui rilevanza nel Lazio è superiore alle altre regioni, ha registrato una crescita contenuta nonostante i segmenti legati al turismo abbiano tratto beneficio dai maggiori afflussi di visitatori stranieri, anche in connessione con l’evento giubilare. Le condizioni economiche e finanziarie delle imprese sono rimaste favorevoli: una quota elevata di aziende ha chiuso l’esercizio in utile e la liquidità finanziaria, già abbondante, è ulteriormente salita.

L’andamento del mercato del lavoro è stato moderatamente positivo, prosegue Bankitalia. L’occupazione è cresciuta, ma a un ritmo più contenuto dell’anno precedente, in linea con quanto accaduto nel resto del Paese. L’aumento si è concentrato nei servizi e nelle costruzioni e ha riguardato soltanto i lavoratori con almeno 50 anni, mentre per quelli di età inferiore si è intensificata la flessione. Il tasso di disoccupazione è diminuito, riflettendo anche un maggiore numero di inattivi. Informazioni preliminari suggeriscono che nell’ultimo biennio le retribuzioni nel settore privato siano cresciute in termini reali, dopo la flessione registrata nel periodo 2021-23.

Secondo lo studio, l’aumento dell’occupazione e delle retribuzioni ha sostenuto il reddito disponibile delle famiglie residenti in regione; il potere di acquisto è stato tuttavia frenato dal rialzo dell’inflazione. Le decisioni di risparmio sono apparse improntate alla cautela, in un contesto di elevata incertezza. Nel frattempo nel Lazio la ricchezza nominale delle famiglie rimane leggermente superiore alla media nazionale, sebbene nel periodo 2014-24 sia diminuita in misura maggiore in termini reali. La quota di nuclei familiari in condizioni di povertà relativa è sensibilmente inferiore a quella del Paese. Al suo interno la regione continua a caratterizzarsi per la presenza di ampi divari territoriali: l’area urbana di Roma mostra livelli medi di reddito più elevati.

Anche da una lettura più ampia delle condizioni economiche e sociali attraverso gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) emergono condizioni più favorevoli nella capitale. All’interno dell’area romana questi vantaggi si accompagnano a una più marcata disuguaglianza nella distribuzione dei redditi familiari, che nel corso dell’ultimo decennio si è ulteriormente accentuata.

Secondo il rapporto, il credito bancario al settore produttivo ha ripreso a espandersi con vigore, beneficiando di condizioni di costo ulteriormente migliorate. L’incremento dei prestiti si è concentrato fra le aziende più grandi, riflettendo in larga parte una maggiore domanda orientata agli investimenti, pur in presenza di un’ampia disponibilità di risorse interne. Il credito alle famiglie ha continuato a crescere, sostenuto da una più elevata domanda, sia di mutui per l’acquisto di abitazioni sia di credito al consumo. La qualità del credito si è mantenuta su livelli soddisfacenti, con un tasso di deterioramento leggermente diminuito. Il risparmio di famiglie e imprese sotto forma di depositi bancari e titoli in custodia presso il sistema bancario è nuovamente aumentato; il valore complessivo dei titoli, in particolare, ha registrato un forte incremento, trainato da azioni e titoli di Stato.

La spesa primaria degli enti territoriali del Lazio è salita: a fronte di uscite correnti rimaste invariate, quelle in conto capitale sono cresciute in misura significativa, sospinte da una forte espansione degli investimenti fissi lordi. L’incremento di questa componente è riconducibile in larga parte ai Comuni, in particolare a quello di Roma Capitale, sostenuto dagli interventi legati al PNRR e al Giubileo 2025. Nonostante il forte recupero osservato a partire dal 2019, la spesa per investimenti pro capite rimane inferiore ai livelli medi italiani. Le entrate degli enti territoriali hanno mostrato un andamento moderatamente positivo, con una crescita più sostenuta per i Comuni rispetto agli altri livelli di governo. Il debito delle Amministrazioni locali è diminuito, sebbene resti elevato nel confronto nazionale, soprattutto per effetto della componente riconducibile alla Regione.

Infine, le indicazioni congiunturali per l’anno in corso appaiono in deterioramento, condizionate dalle tensioni geopolitiche nel Medio Oriente. Le imprese industriali e dei servizi si attendono un fatturato stabile e una spesa per investimenti in calo, in base all’indagine della Banca d’Italia. L’aumento dei prezzi dei beni energetici potrebbe riflettersi negativamente sui redditi reali e sulle decisioni di spesa delle famiglie. L’incertezza è destinata a rimanere elevata, aumentando i rischi di un ulteriore peggioramento del clima di fiducia di imprese e famiglie. In questo contesto l’attività economica continuerebbe a beneficiare principalmente del sostegno degli investimenti ancora in fase di realizzazione, riconducibili al PNRR e al Giubileo.