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giovedì, 22 Gennaio, 2026
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Le coste del Sud devastate dal ciclone Harry, e venerdì arriva una nuova ondata di forti perturbazioni

Roma, 22 gen. (askanews) – Dopo il ciclone Harry, che ha colpito duramente soprattutto le regioni meridionali, sull’Italia si profila una nuova fase di maltempo legata all’arrivo di una serie di perturbazioni atlantiche, attese a partire da venerdì e destinate a proseguire fino alla fine del mese. La tregua annunciata nelle ore successive all’allontanamento del vortice si presenta quindi come molto breve.

Il passaggio di Harry ha lasciato dietro di sé danni rilevanti lungo le coste del Sud, dove in diverse zone viene segnalata una mareggiata definita la più violenta da almeno 50 anni, se non la peggiore della storia locale, che hanno invaso abitazioni e seminterrati, costringendo all’evacuazione alcune famiglie, allagato strade e trascinato auto in mare. In tre giorni di maltempo sono stati oltre 1.650 gli interventi dei vigili del fuoco: 1.013 in Sicilia – particolarmente colpita dalle mareggiate la costa catanese, con le spiagge inghiottite dal mare tra Agnone Bagni e Riposto (nella foto le immagini dall’elicottero Drago dei vigili del fuoco) – 360 in Sardegna, con evacuazioni a Capoterra, 293 interventi in Calabria. “Sono ore difficili per tantissime famiglie e per le nostre comunità”: ha detto Rudi Lizzi, sindaco di Gerace e consigliere metropolitano della Città Metropolitana di Reggio Calabria, interviene dopo l’ondata di maltempo che ha colpito duramente la provincia, interessando in modo particolare i centri della fascia ionica come Locri e Siderno, oltre alle aree interne e collinari come Gerace e altri comuni del territorio. Piogge intense, vento forte, mareggiate e criticità diffuse hanno messo in ginocchio infrastrutture, viabilità, attività economiche e servizi pubblici, generando disagi e danni significativi per cittadini e imprese. “Il maltempo non ha fatto sconti – dichiara Lizzi – e ha messo a dura prova strade, abitazioni, attività produttive e spazi pubblici.

Secondo quanto spiegato in una nota da Lorenzo Tedici, meteorologo e responsabile media di ilMeteo, le previsioni diffuse con sette giorni di anticipo si sono rivelate accurate, anticipando un evento di eccezionale intensità.

Tedici conferma l’allontanamento del ciclone con le sue raffiche di vento oltre i 140 chilometri orari, onde fino a 10 metri al largo e fino a 7 metri lungo la costa, localmente anche superiori, oltre a precipitazioni molto intense con accumuli fino a 500 millimetri in 72 ore, un quantitativo paragonato alla pioggia di sei mesi concentrata in tre giorni.

Nelle prossime ore viene indicato un rapido miglioramento con il calo dei venti e del moto ondoso, una fase definita “quiete dopo la tempesta”. Nel testo si sottolinea tuttavia che c’è poco da festeggiare, perché la distruzione di tratti di litorale, soprattutto in Sicilia e Calabria, viene interpretata come un ulteriore segnale di un clima sempre più estremo e violento.

Il comunicato collega questi fenomeni al riscaldamento globale e all’aumento della temperatura dei mari, che in estate raggiunge valori di 31-32 gradi e che anche in pieno inverno si attesta intorno ai 19-20 gradi. In questi giorni viene segnalata un’anomalia di più 3 gradi sui mari del Sud Italia, un eccesso di calore che, viene spiegato, fornisce energia a temporali più violenti, cicloni più profondi e venti di tempesta più frequenti, in una tendenza osservata da decenni dalla comunità scientifica.

La giornata di oggi scorre come una fase di attesa. Al Sud persistono residui piovaschi destinati ad attenuarsi, mentre sul resto del Paese aumenta la nuvolosità e al Nord si osserva un peggioramento più deciso in serata.

Da venerdì 23 la situazione cambia nuovamente: l’Italia entra in un periodo caratterizzato da una serie di perturbazioni atlantiche, con effetti soprattutto al Centro-Nord. La prima perturbazione richiama aria fredda dal Nord Atlantico e viene associata alla possibilità di neve fino a bassa quota al Nord-Ovest tra venerdì sera e sabato mattina, mentre al Centro peggiora in particolare sulle regioni tirreniche e al Sud il cielo resta irregolarmente nuvoloso.

Sabato 24 sono previsti fenomeni residui al mattino al Nord e al Centro, seguiti da un nuovo peggioramento in serata, mentre al Sud viene indicato maltempo in Campania. Domenica è atteso il passaggio di una seconda perturbazione con piogge abbondanti sul versante tirrenico; nel prosieguo del periodo viene segnalato l’arrivo di una terza perturbazione mercoledì e di una quarta il 31 gennaio.

Nel complesso, il periodo viene descritto come molto piovoso sul versante tirrenico e al Nord, con accumuli complessivi oltre i 200 millimetri su Liguria, Alta Toscana, Alpi e Prealpi. Sulle Alpi centro-occidentali non viene esclusa la possibilità di raggiungere 2 metri di neve fresca entro i prossimi dieci giorni, un aspetto indicato come rilevante sul fronte della siccità e per la stagione sciistica.