Roma, 12 ott. (askanews) – Sono sei i profili di legittimità costituzionale della nuova legge elettorale su cui si basanno i trenta ricorsi che verranno presentati in tutte le corti d’appello lunedì 26 ottobre, ossia il primo lunedì utile dopo l’entrata in vigore della riforma voluta dal centrodestra. A illustrarli in una conferenza stampa a Montecitorio la Rete per un voto libero e uguale rappresentata da Roberto Zaccaria, Enrico Grosso, Pietro Adami e dai gruppi di opposizione Pd, M5s, Avs, Iv e Più Europa.
Sotto la lente innanzitutto il premio di maggioranza (70 deputati e 35 senatori), “la sua ragionevolezza e proporzionalità sia in termini numerici sia sotto l’aspetto della modalità della sua assegnazione attraverso un numero fisso”, ha spiegato Grosso. Secondo punto “l’autonomia delle basi elettorali delle due Camere: questa legge lega insieme i risultati facendo scattare il premio solo se in tutte e due le Camere si raggiunge la soglia del 42%. Ed è calcolato su base nazionale anche al Senato” mentre la Costituzione recita che il Senato è eletto su base regionale. Ancora, terzo punto a rischio di incostituzionalità secondo i ricorrenti “la libertà di voto e selezione degli eletti che devono essere prevedibili dai cittadini”. Ancora “la parità di accesso e le misure di equilibrio di genere che non vengono garantite”. Un altro punto è “l’indicazione obbligatoria del candidato presidente del Consiglio”. Infine, “l’accesso alla competizione elettorale mediante un numero abnorme di sottoscrizioni è una violazione del diritto di pari accesso. La previsione di un numero minimo di sottoscrizioni è considerata legittima dalla Corte ma deve essere ragionevole”. Mentre con la riforma del centrodestra per i partiti che non hanno rappresentanza in Parlamento è aumentata a 6000 firme per collegio.
Un settimo profilo è “in corso di redazione”, ha spiegato poi Adami, ed è quello sulla circoscrizione Estero che al Senato è diventata unica. L’obiettivo “ambizioso” è presentare i ricorsi non appena la legge entra in vigore ovvero sabato 24 ottobre, quindi il lunedì successivo 26 ottobre. “Depositeremo i ricorsi in tutte le corti d’appello. Il numero dei ricorsi è 30. C’è un gruppo di avvocati volontari, sono 99, sul territorio. Molti hanno già avuto esperienza e l’hanno messa a disposizione della Rete”.
Quanto a tempi, Adami ha spiegato che “ragionevolmente a metà gennaio ci saranno le udienze e il giudice può fare ordinanza di remissione alla Consulta”. Poi “la Consulta ha la possibilità di valutare l’urgenza di questa questione e di fissarla rapidamente. Non faremmo tutto questo se non pensassimo di poter arrivare in tempo per le elezioni. Quindi direi entro la primavera potremmo avere l’udienza in Corte Costituzionale, tra marzo e giugno”. Anche se la data delle prossime Politiche è ancora incerta, nel corso della conferenza stampa, è stato Stefano Passigli a chiedere che la società civile faccia appello al capo dello Stato: “Mattarella ha firmato la legge elettorale per accelerare i tempi. Dobbiamo chiedere, senza tirare il presidente per la giacca, che non si possano sciogliere le Camere prima della sentenza della Corte. È una richiesta che la società civile può fare ed è giusto che faccia”.
La macchina dei ricorsi insomma è partita ma, in ogni caso, il prossimo Parlamento sarà eletto con una nuova legge. Lo spiega Grosso: “Nessuno pensi che le nostre iniziative siano volte a ripristinare la legge abrogata, quella (il Rosatellum, ndr) ormai è abrogata, la legge sarà quella nuova auspicabilmente depurata degli aspetti incostituzionali. Tutti i profili di legittimità costituzionale che eccepiremo consentono alla Corte Costituzionale di eliminare quegli aspetti incostitutuzionali della legge lasciando per il resto la legge perfettamente idonea ad essere applicata”.
Politici, costituzionalisti, scrittori, ex magistrati e personalità del mondo dello spettacolo: è lungo l’elenco dei firmatari dei ricorsi sulla legge elettorale. Circa 500. Roberto Zaccaria, che con la Rete per un voto libero e uguale ha presentato oggi i ricorsi in conferenza stampa alla Camera, ne ha letti alcuni.
A partire da Lucia Annunziata, europarlamentare Pd, per arrivare all’ex segretario Pd Pierluigi Bersani e all’ex presidente della Camera Fausto Bertinotti. Ci sono Romano Prodi e Massimo D’Alema. L’europarlamentare M5s Pasquale Tridico. E poi le attrici Marisa Laurito, Carla Signoris e Monica Guerritore, quest’ultima moglie di Zaccaria. Lo scrittore Maurizio De Giovanni. L’ex magistrato Armando Spataro. E ancora: Gianrico Carofiglio, Giovanni Bachelet, Maria Vittoria Ballestrero, Sergio Bartole, Rosy Bindi, Stefano Bonaga, Maria Agostina Cabiddu, Massimo Cacciari, Luciano Canfora, Cinzia Capano, Paolo Caretti, Pietro Ciarlo, Paolo Corsini, Guido Corso, Silvia Costa, Nando Dalla Chiesa, Elio De Capitani, Giovanna De Minico, Ugo De Siervo, Tiziana Ferrario, Anna Finocchiaro, Rino Formica, Massimo Giannini, Agostino Giovagnoli, Giuseppe Giulietti, Nicola Grasso, Riccardo Guastini, Gad Lerner, Nicoletta Maraschio, Eugenio Mazzarella, Mario Morcone, Tomaso Montanari, Stefano Passigli, Barbara Pollastrini, Sandro Ruotolo, Barbara Scaramucci, Donatella Stasio, Marco Tarquinio, Livia Turco, Giuseppe Verde, Gianfranco Viesti, Massimo Villone, Mauro Volpi, Roberto Zaccaria.

