Roma, 30 mar. (askanews) – La missione Onu in Libano, Unifil, ha confermato la morte di due caschi blu avvenuta oggi in un’esplosione nel sud del Libano. La notizia era stata anticipata dal New York Times. “Due caschi blu dell’Unifil sono rimasti tragicamente uccisi oggi nel sud del Libano, quando un’esplosione di cui non si conoscono le cause ha distrutto il loro veicolo vicino a Bani Hayyan. Un terzo casco blu è rimasto ferito in modo grave, e un quarto ha riportato ferite”, ha annunciato Unifil, sottolineando che si tratta del “secondo incidente mortale nelle ultime 24 ore”. Ieri era rimasto ucciso un altro casco blu. “Ribadiamo che nessuno dovrebbe mai morire al servizio della causa della pace”, ha proseguito la missione Onu, annunciando di aver avviato un’indagine per “stabilire cosa è accaduto. Il costo umano di questo conflitto è troppo alto. La violenza, come abbiamo già detto, deve cessare”.
“I caschi blu non devono mai essere presi di mira. Tutti gli atti che mettono in pericolo i caschi blu devono cessare e tutti gli attori coinvolti devono rispettare i propri obblighi per garantire la sicurezza dei caschi blu in ogni momento”: ha commentato il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per le operazioni di pace, Jean-Pierre Lacroix, parlando alla stampa a New York.
Sono tre i peacekeeper morti nell’arco di 24 ore in Libano. Lacroix ha condannato “con forza questi inaccettabili incidenti”, aggiungendo che “i nostri caschi blu restano sul campo, svolgendo le missioni assegnate dal Consiglio di sicurezza in condizioni estremamente pericolose”. “Potete immaginare che le loro azioni siano limitate, ma continuano a fare tutto il possibile”, ha sottolineato.
