HomeAskanewsLibano, si aggrava escalation militare. Ue: preoccupazione per i civili

Libano, si aggrava escalation militare. Ue: preoccupazione per i civili

Roma, 9 mar. (askanews) – L’escalation militare tra Israele e Hezbollah nel Libano meridionale continua ad aggravarsi. L’esercito israeliano ha inviato nuove truppe nel Paese, stabilendo quelle che ha definito posizioni difensive avanzate per proteggersi dagli attacchi di Hezbollah contro il territorio israeliano, mentre la comunità internazionale prova a frenare l’allargamento del conflitto. Nelle ultime ore Israele ha intensificato i bombardamenti contro obiettivi di Hezbollah. La Francia ha chiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e l’Unione europea ha espresso “profonda preoccupazione” per le conseguenze della crisi sui civili libanesi.

Nel frattempo, il parlamento di Beirut ha deciso di rinviare di due anni le elezioni legislative a causa della guerra, mentre il presidente libanese Joseph Aoun ha chiesto un cessate il fuoco immediato. L’Aeronautica militare israeliana ha annunciato oggi di aver colpito una cellula di Hezbollah che avrebbe attaccato una posizione delle Forze di difesa israeliane (IDF) in un villaggio cristiano nel Libano meridionale. L’ufficio del portavoce delle forze armate israeliane ha precisato che l’aviazione ha individuato i membri del gruppo mentre operavano nel sud del Libano “nell’ambito dell’operazione di difesa avanzata”, dirigendo quindi contro di loro caccia militari.

Nel corso dei raid odierni, due paramedici sono stati uccisi e sei persone sono rimaste ferite in due distinti attacchi aerei israeliani nel sud del Libano, secondo il ministero della Salute libanese citato in una dichiarazione riportata dall’agenzia nazionale di informazione Ani. Secondo il comunicato, gli attacchi sono avvenuti nella città di Tayr Debba e nel villaggio di Jouaiya. Il ministero ha sostenuto che le ambulanze sarebbero state prese di mira dall’esercito israeliano, denunciando quello che ha definito un “attacco sistematico contro le squadre di soccorso”.

Il ministero della Salute ha inoltre reso noto che una serie di raid aerei israeliani che hanno colpito la periferia sud di Beirut ha causato, secondo un primo bilancio, la morte di una persona e il ferimento di altre dodici. In questo contesto, pur condannando gli attacchi lanciati da Hezbollah, la Francia, seguita dall’Unione europea, ha sollecitato una de-escalation del conflitto in Libano.

“Di fronte al brusco peggioramento della situazione, la Francia ha richiesto una riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, ha annunciato oggi il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, aggiungendo che Parigi ha stanziato “aiuti d’emergenza per 6 milioni di euro destinati alle organizzazioni umanitarie già presenti sul territorio” libanese. Da Nicosia, anche il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che Israele deve “cessare al più presto i propri attacchi contro il Libano”, pur sottolineando come Hezbollah “si assuma la responsabilità del grave errore di attaccare Israele e di prendere di mira Cipro”.

Anche Bruxelles, in un comunicato congiunto diffuso al termine di una videoconferenza con diversi leader mediorientali, ha espresso preoccupazione per la situazione. “I presidenti hanno espresso profonda preoccupazione per l’impatto della crisi regionale sul Libano e per le gravi conseguenze sui civili, che hanno causato spostamenti di popolazione su larga scala. Hanno sottolineato la necessità di proteggere i civili e di rispettare la sovranità e l’integrità territoriale del Libano. In questo contesto, la presidente von der Leyen ha annunciato la mobilitazione delle scorte ReliefEU per supportare circa 130.000 persone in Libano, con un primo volo previsto per domani”.

Intervenendo alla videoconferenza promossa dall’Ue, il presidente libanese Joseph Aoun ha denunciato il tentativo di “schiacciare” il Libano “tra due forze: da un lato un’aggressione che non mostra alcun rispetto per le leggi di guerra né per il diritto internazionale, in particolare per il diritto internazionale umanitario; dall’altro un gruppo armato al di fuori dello Stato libanese, che non tiene in alcun conto l’interesse del Libano né la vita del suo popolo”, sostenendo che “quanto accaduto all’alba di lunedì 2 marzo, con il lancio di alcuni razzi dal Libano verso Israele, è stato una trappola e un agguato quasi evidenti contro il Libano, lo Stato libanese e il popolo libanese”.

Il presidente libanese ha affermato che, di fronte alla nuova escalation, il governo di Beirut ha deciso il 2 marzo di vietare qualsiasi attività militare o di sicurezza di Hezbollah, una misura che intende attuare “in modo chiaro e deciso”. Allo stesso tempo ha lanciato un appello alla comunità internazionale per sostenere una nuova iniziativa che prevede una tregua totale degli attacchi israeliani, il rafforzamento logistico delle forze armate libanesi, il controllo da parte dell’esercito delle aree di tensione con il disarmo di Hezbollah e l’avvio di negoziati diretti tra Libano e Israele sotto patrocinio internazionale.

Nel frattempo, l’organizzazione non governativa Human Rights Watch ha denunciato che l’esercito israeliano avrebbe utilizzato munizioni al fosforo bianco nella città di Yohmor, nel sud del Libano. Secondo l’ong, i ricercatori hanno verificato e geolocalizzato sette immagini che mostrerebbero munizioni al fosforo bianco esplose in aria sopra un’area residenziale della città il 3 marzo. Queste munizioni possono essere utilizzate dai militari per creare cortine fumogene e non sono classificate come armi chimiche dalla Convenzione sulle armi chimiche, ma il loro impiego contro persone in zone civili è considerato una violazione del Protocollo III della Convenzione su alcune armi convenzionali.

Per quanto riguarda il bilancio delle vittime di questa nuova escalation in Libano, Israele ha confermato la morte di due soldati delle Forze di difesa israeliane, uccisi nell’attacco lanciato da Hezbollah nel sud del Paese nelle prime ore di domenica mattina. Sul fronte libanese, invece, il ministero della Salute di Beirut ha riferito che “Il numero totale delle vittime dell’aggressione israeliana dal 2 marzo ha raggiunto i 486 morti”, si legge nel comunicato, che aggiunge che il numero dei feriti è salito a 1.313.