Roma, 9 apr. (askanews) – L’Iran ha ribadito oggi che il Libano rientra nell’accordo di cessate di fuoco raggiunto con gli Stati Uniti, rendendo così Beirut una variabile decisiva per la tenuta dell’intesa e per il futuro del colloqui che dovrebbe iniziare questo fine settimana in Pakistan.
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, che potrebbe guidare la delegazione iraniana in Pakistan, ha ribadito oggi che “il Libano e tutto l’Asse della resistenza, sono una parte inseparabile del cessate il fuoco”, come “pubblicamente e chiaramente dichiarato” dal premier pachistano Shehbaz Sharif, per cui “non c’è spazio per smentite e marce indietro”.
“Violazioni dei cessate il fuoco comportano costi espliciti e una risposta forte. Spegnere immediatamente l’incendio”, ha aggiunto.
Da parte sua il vice ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, ha detto oggi che la scorsa notte è stata “critica, perchè non avevamo altra opzione che rispondere alla nuova atrocità” commessa in Libano, lasciando poi intendere che Teheran non ha risposto agli attacchi israeliani dopo “scambi di messaggi attraverso il Pakistan”. “Ora speriamo che l’America riesca a controllare il suo alleato”, ha aggiunto Khatibzadeh, auspicando che “si possa procedere e andare in Pakistan”. Anche il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha denunciato gli attacchi israeliani in Libano come “una palese violazione” dell’accordo di cessate il fuoco, così come “un pericoloso segnale di inganno e di mancanza di impegno verso eventuali accordi”, ammonendo che “continuare questi attacchi renderà inutili i negoziati”. Pezeshkian ha quindi rimarcato che “l’Iran non abbandonerà mai i suoi fratelli e sorelle libanesi”.
In mattinata l’ambasciatore iraniano in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, aveva annunciato per stasera l’arrivo a Islamabad della delegazione iraniana, per poi cancellare il post pubblicato su X. Un funzionario dell’ambasciata contattato dall’agence France Presse ha spiegato che la cancellazione è stata determinata da una questione di “tempistica”: “Non avremmo dovuto pubblicarlo”.
