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martedì, 13 Gennaio, 2026
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L’Istat prevede per l’Italia un quadro di crescita debole rispetto all’area euro

Roma, 13 gen. (askanews) – In Italia, dove nel terzo trimestre del 2025 si registra un contenuto incremento congiunturale del Pil (+0,1%), i dati ad alta frequenza più recenti segnalano un indebolimento generalizzato dell’economia ad ottobre, dopo la ripresa nel mese precedente. Si evidenzia un quadro di crescita debole rispetto alla media dell’area euro, con andamenti differenziati tra i diversi settori. Lo ha comunicato l’Istat che ha diffuso la Nota sull’andamento dell’economia italiana.

Sul fronte internazionale, negli ultimi mesi del 2025, l’attenuazione delle tensioni commerciali e il taglio dei tassi d’interesse hanno ridotto l’incertezza e favorito la liquidità, contenendo in parte le pressioni al ribasso sulla crescita dell’economia mondiale. L’inizio del 2026 è stato segnato da nuovi focolai di instabilità che supportano le previsioni di un rallentamento dell’attività economica a livello internazionale per l’anno in corso.

In Italia la dinamica congiunturale degli scambi commerciali tra agosto-ottobre è risultata nel complesso modesta (+0,3% e +0,2% rispettivamente per l’export e l’import). Nei primi dieci mesi dell’anno, si registra un incremento tendenziale del 3,4% per le esportazioni e del 3,7% per importazioni nazionali, con andamenti differenziati a livello settoriale.

A novembre l’occupazione diminuisce rispetto a ottobre ma cresce in termini tendenziali. Il calo congiunturale coinvolge le sole donne e tutte le classi d’età, a eccezione delle 25-34enni. Tra settembre e novembre si rileva, in media, un contenuto incremento congiunturale dell’occupazione (+0,3% per un totale di +66mila occupati), mentre calano le persone in cerca di lavoro.

A dicembre la crescita tendenziale dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo è stata pari all’1,2%, ancora nettamente inferiore alla media dell’area euro (+2%). Sulla base dei dati provvisori, l’inflazione nel 2025 è stata pari all’1,7% in Italia e al 2,1% nell’area euro. In aumento nel terzo trimestre il potere d’acquisto delle famiglie.