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domenica, 11 Gennaio, 2026
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L’Onu: le condizioni dei palestinesi in Cisgiordania ricordano l’apartheid

Roma, 7 gen. (askanews) – “C’è un sistematico soffocamento dei diritti dei palestinesi in Cisgiordania. Che si tratti di aver accesso all’acqua, di andare a scuola, correre in ospedale, visitare familiari o amici o raccogliere le olive, ogni aspetto della vita dei palestinesi in Cisgiordania è controllato e limitato dalle leggi, dalle politiche e dalle pratiche discriminatorie di Israele. Si tratta di una forma particolarmente grave di discriminazione razziale e di segregazione, che ricorda il sistema di apartheid che abbiamo visto in passato”: è quanto ha dichiarato l’Alto commissario Onu per i Diritti Umani, Volker Turk, commentando il rapporto diffuso oggi dalle Nazioni Unite, da cui emerge come “la discriminazione sistematica” da parte di Israele nei confronti dei palestinesi si sia aggravata a partire almeno dal dicembre 2022.

Stando al rapporto ci sarebbero “fondati motivi per ritenere che la separazione, la segregazione e la subordinazione siano destinate a essere permanenti, al fine di mantenere l’oppressione e il dominio sui palestinesi”. E “gli atti commessi con l’intenzione di mantenere tale politica costituiscono una violazione dell’articolo 3 dell’ICERD (Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale), che proibisce la segregazione razziale e l’apartheid”. Alla luce di quanto emerso dal rapporto, Turk ha quindi invitato le autorità israeliane “ad abrogare tutte le leggi, le politiche e le pratiche che perpetuano la discriminazione sistematica contro i palestinesi basata sulla razza, la religione o l’origine etnica”.

“Invito le autorità israeliane a porre fine alla loro presenza illegale nei Territori palestinesi occupati, anche smantellando tutti gli insediamenti e facendo evacuare tutti i coloni. Le autorità israeliane devono rispettare il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione”, è l’appello del Commissario Onu.