Roma, 16 lug. (askanews) – Dopo lo stop a causa maltempo del 15 luglio, questa sera, giovedì 16 luglio, Jazz Open Modena ospita un doppio concerto targato UK con l’iconica soul singer Joss Stone (alle 20) e il cantante, autore e polistrumentista Jamie Cullum (alle 22.15). Domani, venerdì 17 luglio invece, si prepara ad accogliere uno dei principali protagonisti della musica italiana. Sul palco di Piazza Roma, salirà Luca Carboni, alle 22.15, con “Rio Ari O live”, il tour che celebra oltre quarant’anni di carriera attraverso un racconto che intreccia musica, parole e immagini, alternando momenti di grande energia ad altri più intimi e raccolti.
Il titolo dello spettacolo richiama “Rio Ari O”, il celebre vocalizzo che apre “Ci stiamo sbagliando ragazzi”, il brano con cui Carboni esordì nel 1984 nell’album … intanto Dustin Hoffman non sbaglia un film: un suono diventato negli anni il simbolo di un percorso artistico unico nella musica italiana.
“”Rio Ari O” è un concerto che suona come fosse la prima volta, perché porto sul palco quarant’anni di musica in totale libertà. Non mi era mai capitato, questo tour non segue l’uscita di un nuovo disco. Tutto è partito nello scorso autunno dal primo show all’Unipol Forum a Milano a cui sono seguiti altri Palasport a Roma e Bologna con tre concerti”, racconta Luca Carboni.
Lo spettacolo attraversa l’intero repertorio dell’artista, senza seguire una scansione cronologica ma lasciandosi guidare dalle emozioni e dalla forza delle canzoni. Da “Primavera”, scelta come apertura del concerto e simbolo di rinascita, fino a “Ci vuole un fisico bestiale”, “Farfallina”, “Silvia lo sai”, “Mi ami davvero”, “Inno Nazionale”, San Luca e naturalmente “Mare Mare”: una carrellata di successi che il pubblico non ha mai smesso di cantare.
Ad accompagnare la musica saranno anche i visual dello show, che rielaborano dipinti, schizzi e opere realizzati dallo stesso Carboni nell’arco di quarant’anni e già protagonisti della mostra Rio Ari O, ospitata nel 2024 al Museo Internazionale della Musica di Bologna. Un patrimonio artistico che dialoga con le canzoni e trova nuova vita sul palco, in continuità con il libro autobiografico Luca non parlava mai, pubblicato a maggio 2026.
“Dal palco vedo tante persone, tante vite che hanno fatto una parte di viaggio con me. Percepisco una condivisione che va oltre il rapporto fra artista e pubblico: c’è un senso di vita condiviso che rende ogni concerto speciale”, conclude.
Sul palco una band di otto elementi formata da Antonello Giorgi alla batteria, Mauro Patelli alle chitarre, Ignazio Orlando al basso, Antonello D’Urso chitarra e dir. musicale, Fulvio Ferrari pianoforte, tastiere e sequenze, Gabriele Miceli chitarre, Fabrizio Luca percussioni, Andrea Ferrario fiati e tastiere.
Ad aprire la serata alle 20.30 saranno i Tankus (già Tankus The Henge), band londinese fuori dagli schemi che da oltre dieci anni anima la scena musicale alternativa europea. Completamente indipendenti – senza manager né major – hanno conquistato pubblico e critica grazie a concerti travolgenti e a un’intensa attività live che li ha portati sui palchi di festival come Glastonbury e Trans Musicales.
Con un sound che fonde rock’n’roll, funk, jazz, blues e teatralità, i Tankus trasformano ogni concerto in una festa collettiva, in cui il pubblico diventa parte integrante dello spettacolo. Rolling Stone ha definito il frontman Jaz Delorean “uno dei frontman più carismatici della scena musicale”, mentre Télérama si è chiesta: “I Blockheads, i Pogues e i Madness hanno forse trovato i loro eredi?”.
La band presenterà dal vivo i brani di Valley of Distraction, quarto album pubblicato per l’etichetta britannica 5dB Records e prodotto dal leggendario Jim Sclavunos (Nick Cave & The Bad Seeds, Grinderman), confermando ancora una volta la propria vocazione a uno spettacolo imprevedibile e coinvolgente.
Proseguono anche i concerti al Baluardo che ospiterà domani alle 21.30 Aaron Parks, tra i pianisti più influenti e innovativi del jazz contemporaneo, capace di creare un perfetto equilibrio fra elementi di modern jazz, indie rock e modalità orientali, in un suono unico e personale caratterizzato dalla bellezza lirica, dalla complessità ritmica e dalla sofisticazione armonica; e al Giardino Ducale Estense, dove salirà sul palco alle 22 Godblesscomputers ultradecennale progetto del beatmaker, producer e dj Lorenzo Nada, instancabile ascoltatore e collezionista di suoni dalle salde radici nell’hip-hop, che in questi anni ha esplorato i vasti orizzonti dell’elettronica mantenendo però il calore e il groove della black music. Nei suoi due ultimi lavori, Late Night Dance e Dance Until Dawn, a dettare il ritmo è la musica house, nelle sue sfumature jazz, deep e retrò.
Jazz Open Modena è realizzato con il sostegno dei Main Sponsor Museo Enzo Ferrari, System Ceramics (Gruppo Coesia), Mastercard, SIXT e Allianz Bank Financial Advisors, con il supporto di STIHL, Dürr, BF Capital e LAPP e con il sostegno di Comune di Modena, Regione Emilia-Romagna, APT Servizi Emilia-Romagna e Camera di Commercio di Modena. Radio Monte Carlo è media partner dell’evento.
