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venerdì, 9 Gennaio, 2026
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L’unica strada possibile è l’Unione Europea

Tra autoritarismi vecchi e nuovi, l’Italia scopre che il mondo non è più quello immaginato. Venute meno le illusioni atlantiche, l’Europa diventa l’unico spazio politico capace di offrire protezione, dignità e futuro.

Tra due torti, non tra due ragioni

Scriveva Hegel che le grandi tragedie del mondo scaturiscono dal conflitto tra due ragioni. Oggi verrebbe da dire che ci troviamo semmai in bilico tra due torti: quello di Maduro, dittatore senza scrupoli e non meritevole di alcuna indulgenza, e quello di Trump, incarnazione di una geopolitica rude e qualche volta perfino brutale.

Un mondo diverso da quello che credevamo

Il nostro compito di Paese, sia chiaro, non è quello di prendere posizione, ma è quello di prendere atto che il mondo è altro da quello che pensavamo (o magari ci illudevamo) che potesse diventare. Dunque, questa volta davvero, è arrivato il momento dell’Europa, poiché le benevole divinità a stelle e strisce di un tempo non si occupano più di noi e poiché il pianeta si annuncia sempre più come un luogo ferino, che è bene cercare di frequentare armandosi di qualche buona e solida compagnia.

Il passo incerto del governo italiano

Lungo questa strada, pressoché obbligata, Meloni si muove fino ad ora con un passo tentennante. Forse perché ne intuisce le insidie e le fragilità, forse perché si illude di “gestire” Trump evitando di incorrere nelle sue ire e scommettendo di poterne levigare certe asperità, o forse perché crede sì alla prospettiva europea, ma non più di tanto, con qualche ragione, viste le oscillazioni anche degli altri Paesi chiamati in causa.

Eppure, l’unica strada possibile è quella dell’Unione Europea, naturalmente a patto che i Paesi che contano (il gruppetto dei “volenterosi”, come ora vengono chiamati) a loro volta imparino a tenere il punto. È ormai chiaro che, a forza di tentennare, si finirebbe tutti fuori strada.

 

Fonte: La Voce del Popolo, 8 gennaio 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia].

L’unica strada possibile è l’Unione Europea