Wadi Rum (Giordania), 9 feb. (askanews) – “Abbiamo la certezza che Papa Leone ha un desiderio molto grande e molto profondo di venire in questa terra. Tutti i Papi, da Paolo VI in poi sono venuti in Giordania e hanno dato testimonianza del valore e del significato profondo che questa terra giordana, insieme a Israele e Palestina, ha per il popolo cristiano”. Ad auspicare che Papa Prevost possa recarsi in Giordania è don Giovanni Biallo, assistente spirituale dell’Opera romana pellegrinaggi, che si trova in Giordania per accompagnare un gruppo di giornalisti e sacerdoti nel Paese arabo.
“La sicurezza in Giordania – dice – è sempre stata grande, totale. Siamo venuti continuamente anche nei momenti più difficili e di maggiore tensione in Israele e Palestina. La Giordania è un paese che persegue la pace, e quindi è ricercato dai pellegrini, dai visitatori di tutto il mondo per la bellezza dei luoghi e per noi pellegrini, per noi persone di fede, per noi cristiani, per il significato profondo che questi luoghi hanno nel contesto della tradizione cristiana”.
“La Giordania è terra santa, se la intendiamo come quei luoghi in cui si sono realizzati i racconti della scrittura – prosegue il sacerdote incontrando i giornalisti del deserto di Wadi Rum, durante il pellegrinaggio organizzato da Opera Romana Pellegrinaggi (in collaborazione con Royal Jordanian, con Jordan Tourism Board e con Ministry of Tourism) -. Inoltre, se chiamiamo Terra Santa la Terra del Santo, cioè dove Gesù è passato, anche la presenza di Gesù in questa terra, il suo battesimo a Betania ad esempio, è testimonianza che questa terra è stata percorsa dai passi del Signore”.
