Amman, 5 feb. (askanews) – “La Giordania è Terra Santa e siamo qui al Monte Nebo dove Mosè, come ci racconta la Scrittura, ha visto da lontano la Terra Promessa. Anche noi ci troviamo qui con questo segno, per vedere da lontano una pace che deve ritornare”. Madre Rebecca Nazzaro, direttrice dell’Ufficio per la pastorale del pellegrinaggio del Vicariato di Roma – Opera Romana Pellegrinaggi, guida un pellegrinaggio di giornalisti e sacerdoti in Giordania per dare un messaggio di pace e di speranza, e per esortare la ripresa dei pellegrinaggi nel Paese arabo, crocevia di culture e religioni.
La guerra in Medio Oriente, qui in Giordania, non è arrivata direttamente, ma i riflessi, in termini di calo di pellegrinaggi e di turismo si fanno sentire. E il messaggio di pace passa anche da qui.
“Questa Terra Promessa – ha aggiunto Madre Rebecca – è un po’ la terra che desideriamo tutti: la terra della pace, la terra della verità, la terra della solidarietà, la terra della convivenza, della fraternità di tutti i popoli”. La madre superiora delle missionarie della Divina Rivelazione visita la Giordania per la prima volta. “È significativo stare qui in questo momento e dare una dimostrazione che niente è perduto, se noi ci proponiamo anche come pellegrini, come strumenti di pace e di trasmissione della buona novella, che qui ha avuto la sua preparazione attraverso Mosè, attraverso i profeti, attraverso poi la venuta di Gesù, di San Giovanni Battista”.
“Non possiamo passare come turisti e non come pellegrini che hanno e danno il significato a queste pietre che sono state custodite con tanto amore, con tanta fedeltà soprattutto per le generazioni, di generazioni fino ad oggi”, ha ribadito la consacrata.
L’invito è a visitare i luoghi del Vecchio e Nuovo Testamento ma anche ad incontrare le “pietre vive” senza temere. “Noi italiani a volte siamo un po’ paurosi – aggiunge la responsabile dell’Orp – ma non dobbiamo temere. Noi siamo qui proprio per dimostrare questo, l’abbiamo fatto anche due settimane fa andando in Terra Santa, siamo andati anche in Turchia”.
Il pellegrinaggio è organizzato da Opera Romana Pellegrinaggi in collaborazione con Royal Jordanian, con Jordan Tourism Board e con Ministry of Tourism.
“Credo che il pellegrinaggio diventi anche un’opportunità di una missione che riguarda tutti – prosegue – riguarda non solamente i missionari o coloro che si sono dedicati alla vita consacrata come noi, come tantissime altre comunità o come i sacerdoti, ma ogni cristiano di Occidente che ha la possibilità di godere della bellezza delle opere d’arte, della bellezza delle Chiese, della bellezza della storia di questi luoghi”.
Dunque un segno di solidarietà concreta verso la minoranza cristiana. “Abbiamo incontrato i cristiani che rimangono nonostante tutto e questo, per noi che veniamo dall’Occidente, è un grande monito, è un grande insegnamento. Noi in Occidente abbiamo tutto, anche la possibilità di vedere, di custodire, di trasformare, di leggere, abbiamo una libertà che qui non c’è. Qui – ha ribadito madre Rebecca – c’è una libertà di culto ma non di religione. Noi abbiamo la libertà di religione e tante volte dimentichiamo il nostro culto, il culto cristiano, il culto della Chiesa Cattolica, qui chiamata – ed è interessante anche questo – chiesa Latina”.
