Milano, 7 apr. (askanews) – Solo il 45,7% degli italiani possiede competenze digitali di base, contro una media europea del 55,6%. Un gap che limita l’adozione delle nuove tecnologie: in Italia l’8,2% delle imprese con più di 10 dipendenti utilizza soluzioni di intelligenza artificiale, contro il 13,5% della media europea e il 19,8% della Germania. E’ quanto emerge dl documento Made in Italy 2030 – Per una nuova strategia industriale. Un divario che si inserisce in un contesto in cui il sistema produttivo italiano resta fortemente manifatturiero ed export-driven: il 79% dell’export nazionale è manifatturiero, contro il 64% della media europea.
Per favorire l’utilizzo della tecnologia in azienda, in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy 2026, promossa dal Mimit, 24ORE Business School avvia un ciclo di 10 incontri tematici aperti al pubblico, in programma dal 15 al 30 aprile, per approfondire i fattori che incidono sulla competitività del sistema produttivo italiano. Dall’industria musicale al lusso, dalla tutela della proprietà intellettuale fino alla cybersecurity e all’export, tante le sfaccettature affrontate in occasione del palinsesto di appuntamenti organizzati dalla scuola.
“Il valore del Made in Italy si misura oggi nella capacità delle imprese di esprimere e valorizzare la propria unicità, attraverso creatività, qualità del prodotto e forza del brand. È su questi elementi distintivi, insieme a un uso consapevole delle tecnologie e a una solida cultura manageriale, che si costruisce la competitività reale del sistema produttivo, soprattutto in una fase caratterizzata da margini più compressi, supply chain in ridefinizione e accelerazione dell’automazione”, ha detto Alice Acciarri, Managing Director di 24ORE Business School. “Con questo ciclo di incontri vogliamo offrire un’occasione concreta di approfondimento sui temi che oggi incidono in modo diretto sul futuro del Made in Italy”.
