Roma, 28 mag. (askanews) – Dopo un’inchiesta durata circa 3 anni, le indagini della Guardia di finanza, coordinate dalla procura guidata da Maurizio de Lucia, hanno messo le mani sul tesoro nascosto del boss mafioso Matteo Messina Denaro. L’intuizione vincente è stata quella di seguire il patrimonio del narcotrafficante Giacomo Tamburello, molto legato al boss morto. Lui è stato arrestato in provincia di Trapani (dov’era ai domiciliari) mentre sono finiti in manette in Spagna l’ex moglie e il figlio. Imponenti i sequestri: sono stati bloccati beni per 200 milioni ad Andorra, Gibilterra, Lussemburgo, Svizzera, Montecarlo, Libano e nelle isole Cayman. Determinante per la procura di Palermo è stato il contributo di 2 nuovi pentiti, i quali hanno parlato di una percentuale del 10% che andava a Messina Denaro su ogni carico di droga.
Mafia, il tesoro di Messina Denaro: sequestri da Andorra al Libano
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