HomeAskanewsMafia, M5S in trincea per Scarpinato. Conte: destra vuole riscrivere storia

Mafia, M5S in trincea per Scarpinato. Conte: destra vuole riscrivere storia

Roma, 21 ott. (askanews) – “Una saracinesca politica sul passato”: è quella che secondo Roberto Scarpinato, ex magistrato e senatore del Movimento 5 stelle, le forze di maggioranza vogliono far calare sul tema delle stragi di magia del 1992-93, in particolare sul tema delle motivazioni, dei complici, mandanti, dei depistaggi. In una lunga e dettagliata perorazione tecnica e cronologica nel corso di una conferenza stampa al Senato, Scarpinato accusa: la procura di Caltanissetta e la commissione Antimafia “hanno sposato come verità rivelata la versione di Mario Mori (ex comandante dei Ros dei Carabinieri, ndr), indagato dalla Procura di Firenze per le stragi del ’93”.

Secondo l’ex pm del pool antimafia di Palermo “è una storia viene da lontano, da Tinebra, da Contreada e La Barbera, arriva a Mori, e si trascina perché ci sono una decina di persone in questo Paese, Giuseppe Graviano, Filippo Graviano, Leoluca Bagarella, Salvatore Biondino e altri, che se domani potessero parlare e dire quello che è successo dietro le stragi del ’92 e ’93 questo Paese si ferma. Il Governo cade. Non è una storia del passato, la campagna stragista è stata la levatrice di questo ordine politico che ha portato al potere queste forze politiche. Che hanno come padri fondatori, ‘animal spirits’, punti di riferimento morali, personaggi che sono stati coinvolti nelle indagini sulle stragi: Berlusconi, Dell’Utri, Paolo Bellini, Stefano Delle Chiaie”.

Queste forze, sostiene Scarpinato, “vedono come fumo negli occhi qualsiasi indagine che possa connettere le stragi alla loro ascesa al potere” e per questo “la commissione stata militarizzata, impedita qualsiasi indagine conoscitiva sui mandanti esterni, sui concorrenti esterni, sui depistaggi”. E a chi ha chiesto e continua a chiedere le sue dimissioni dall’organismo parlamentare, risponde non senza enfasi: “Se loro pensano di potermi tappare la bocca con questi metodi non sanno con chi hanno a che fare. Non mi sono fatto intimidire da Riina, non mi faccio intimidire da questa sporca politica”.

A testimoniare la vicinanza dell’intero M5S al collega parlamentare del quale le forze di maggioranza da tempo hanno chiesto le dimissioni dalla commissione Antimafia, la presenza in sala Nassirya a palazzo Madama di numerosi senatori stellati ma anche dei vertici del Movimento, a cominciare dal leader Giuseppe Conte e dai capigruppo Riccardo Ricciardi (Camera) e Luca Pirondini (Senato), tutti compatti nel rivendicare “l’orgoglio” per la presenza di Scarpinato nella compagine del M5S.

Per Pirondini l’obiettivo della conferenza stampa è denunciare “un atto di killeraggio politico da parte della maggioranza nei confronti di Roberto Scarpinato e del Movimento 5 stelle. Uno schema a cui assistiamo da mesi, con l’utilizzo delle commissioni parlamentari per attaccare e delegittimare gli avversari politici. Lo hanno fatto con la commissione Covid, con la Vigilanza Rai e con l’Antimafia. E lo sta facendo chi da una parte nasconde le chat tra un prestanome della camorra e l’ex sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro, e dall’altra utilizza delle intercettazioni private del tutto irrilevanti ai fini delle indagini per attaccare un eroe della lotta alla mafia come Scarpinato”. “Chi come Scarpinato ha voluto far luce su quegli anni delle stragi e i rapporti mafia-servizi-neofascisti viene delegittimato, siamo al paradosso delle persone che hanno combattuto contro la mafia che ora sono prese di mira”, accusa dal canto suo Ricciardi, secondo il quale la battaglia del M5S “non è solo un esercizio di memoria, riguarda il presente e il futuro. Riguarda i giovani magistrati che devono sapere che possono indagare il potere e la politica è dalla loro parte e non contro di loro”.

Conclusione affidata a Conte: “Questa commissione Antimafia – dice – è stata compromessa nella sua capacità di approfondire e di investigare sulla verità delle stragi”. E la presidente Chiara Colosimo di Fratelli d’Italia, che rimane “imbullonata alla presidenza”, a giudizio dell’ex premier “è inadeguata a rivestire un incarico prestigioso e altamente responsabile”. In ogni caso, avverte, “ci sono elementi concordanti e circostanziati per dire che bisogna proseguire a indagare, e se non ci permetterete di compiere questi accertamenti in questa legislatura, quando saremo noi maggioranza, perché lo diventeremo, avremo la forza, la determinazione e le competenze per completarli”. Una ricerca, sottolinea, che deve toccare “i livelli che coinvolgevano servizi deviati, eversione nera, apparati dello Stato e quindi responsabilità politiche. Una verità indigesta, a chi pensa col voto degli italiani di avere la legittimità per riscrivere la storia”.