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Manovra, Uil: cambiare su fisco, sanità e pensioni. A gennaio confronto sul welfare

Roma, 29 nov. (askanews) – La Uil riconosce al Governo di aver accolto la proposta di detassare gli aumenti contrattuali. “Prendiamo atto di questo risultato e lo portiamo a casa”, dice il segretario generale Pierpaolo Bombardieri che, però, chiede di aumentare il tetto a 40mila euro e fare di più su fisco, sanità e pensioni.

A sostegno di queste richieste la confederazione sindacale ha riunito, a Roma, duemila delegati per suggerire modifiche e miglioramenti alla manovra durante l’iter parlamentare. Bombardieri ha anche lanciato l’idea di un confronto sul welfare, a partire da gennaio, con istituzioni e parti sociali. “Dobbiamo affrontare una discussione bipartisan che coinvolga tutti, senza che a pagare il prezzo delle scelte siano sempre i lavoratori – ha detto il numero uno della Uil – aprire una discussione per analizzare che cos’è lo stato sociale oggi e quale sarà la condizione del welfare domani”.

Pur affermando che “il pluralismo sindacale è una ricchezza”, Bombardieri ha invitato Cgil e Cisl a “ricostruire un percorso unitario. Dimentichiamo le difficoltà e le diversità di vedute. Misuriamoci sui temi di questo Paese e proviamo a farlo insieme”. Intanto, sulla manovra le tre confederazioni hanno fatto scelte contrapposte: oggi l’iniziativa della Uil, venerdì 12 dicembre lo sciopero generale proclamato dalla Cgil e il giorno successivo la manifestazione della Cisl in piazza Santi Apostoli, a Roma, per un patto sociale su lavoro, crescita e partecipazione.

“La detassazione degli aumenti contrattuali dà una risposta a 4 milioni di lavoratori poveri – spiegato Bombardieri – e apre una discussione più ampia su qual è il ruolo della contrattazione, ci permettiamo di dire su come applicare l’articolo 39 della Costituzione. La contrattazione risente di tanti problemi per i contratti in dumping, per associazioni datoriali inesistenti e organizzazioni sindacali che non esistono. E’ arrivato il momento di discutere di questi temi”.

Ci sono tuttavia “altri problemi che non sono stati risolti dalla legge di bilancio – ha aggiunto – riguardano il fisco perché si continua ad avere l’idea che chi paga le tasse è un fesso e noi questo non lo possiamo accettare; la sanità con 6 milioni di persone che non si curano più; le pensioni e noi continuiamo a insistere per riavere Opzione donna nella formulazione originale e una pensione di garanzia per i giovani”.

Il segretario generale della Uil ha infine sollecitato un’assunzione di responsabilità da parte di esecutivo, comune di Taranto e Regione Puglia sulla vertenza dell’ex Ilva. “E’ sostanzialmente chiusa – ha concluso – bisognerebbe avere il coraggio di dire che l’Ilva è chiusa, dire che per salvaguardare 12.000 posti di lavoro bisogna guardare al futuro. Le scelte fatte dal ministro Urso ci consegnano una fabbrica chiusa. Ognuno si assuma la sua responsabilità. Comune di Taranto e Regione Puglia hanno un grande pezzo di responsabilità”.